Il pertegante e la sposa russa

Il pertegante e la sposa russa

Quella mattina, riunite come al solito intorno alla fontana di Piazza Maggiore, le donne di Pieve Tesino hanno di che parlare: si avvicina una ragazza coi capelli biondi raccolti in una lunga treccia, gli occhi azzurri, alta e magra, che le saluta con un cenno. È così diversa da loro, ma anche lei porta due secchi con il bigolo. Nessuna l’ha mai vista. La donna si chiama Olga ed è venuta in paese insieme a Checco, un ragazzo partito dal borgo due anni prima, con la sua cassela di quaranta chili sulle spalle, piena delle stampe di Madonne, angeli e santi. Checco, per acquistare le stampe in conto vendita dai Remondini, famosi editori di Bassano del Grappa, ha venduto tutto quello che aveva. Si è avventurato con altri tre coraggiosi come lui, tra cui il Nani, che ha fatto loro da guida, perché lui in Russia c’è già stato altre volte. Arrivato nei pressi della piccola cittadina di Shushary, Checco viene colto da un temporale e trova ospitalità nella cascina della gentilissima famiglia Sokolov. Lì conosce Olga, la figlia maggiore...

Secondo libro della Collana Musei senza pareti, nata dalla volontà di narrare la realtà degli Ecomusei italiani, Il pertegante e la sposa russa, dedicato all’Ecomuseo del Tesino, è vincitore, insieme a Il mistero delle monete d’argento, dedicato all’Ecomuseo Argentario, del bando letterario “Un museo senza pareti. Alla scoperta degli Ecomusei del Trentino”, promosso da Bardi Edizioni insieme alla Rete degli Ecomusei del Trentino, patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento, dagli Ecomusei trentini e dal Muse, il Museo delle Scienze di Trento. In programma ci sono altri tre volumi, dedicati all’ecomuseo della Judicaria, quello della valle di Peio e della Valsugana. Protagonista del racconto è uno dei “perteganti”, i camminatori dell’Altopiano Tesino, “terra dei viaggiatori”, che percorrevano l’Europa con la cassela, contenitore in legno portato in spalla con delle cinghie, attraverso la quale trasportavano stampe sacre e profane da commerciare. Non di rado, come in questa storia, gli “uomini delle immagini” trovavano moglie nelle terre visitate. L’autrice, Teresa Biason, per dare vita a questo racconto, si è avvalsa delle memorie raccolte dai residenti della casa di riposo di cui è animatrice, a Castello Tesino. Questo comune, insieme a Pieve Tesino, luogo del racconto di Checco, e Cinte Tesino, sono il territorio di riferimento dell’Ecomuseo Tesino, museo che si distingue da quello tradizionale perché riguarda il patrimonio ambientale e culturale diffuso.



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