Il presepe nel bosco

Matteo è un bambino molto fortunato. Ogni mattina si sveglia in una bella cameretta, con le pareti decorate da poster colorati. La sua colazione è ricca e varia e i genitori lo accompagnano sempre a scuola. I suoi pomeriggi sono molto impegnati e mai noiosi, perché Matteo ogni giorno ha un‘occupazione diversa: lezioni di piano, di inglese, palestra occupano tutto il tempo che non dedica ai compiti e ai giri in bicicletta sul terrazzo. Riceve regali importanti nelle feste e trascorre vacanze stimolanti. Ma un giorno il bambino ritorna da scuola turbato e dispiaciuto perché non ha saputo svolgere al meglio il tema in classe dalla traccia “Descrivete un bosco”. I genitori, abituati a esaudire ogni desiderio del figlioletto, alla prima occasione utile, per colmare la lacuna, lo accompagnano a esplorare un grande bosco. Qui, ben nascosta nel folto, Matteo scopre una costruzione abbandonata. Si tratta di una stalla, nella quale è custodito un piccolo presepe. Accanto a questo, il bambino scopre un vecchio quaderno, ancora in ordine e ben legato con una fettuccia, quasi aspettasse qualcuno che lo voglia aprire per leggerlo. E infatti Matteo comincia a scorrere le pagine nelle quali Rosina, una bimba, figlia di contadini, racconta la propria vita semplice che si snoda, dopo la scuola, seguendo il ritmo stagionale dei lavori campestri e dell‘allevamento degli animali. Il bambino scopre un mondo nuovo, che lo affascina…

Alessandro Petruccelli, insegnante e scrittore, in questo breve racconto narra ai bambini del presente e soprattutto ai bambini di città, le caratteristiche della vita quotidiana nel mondo contadino di un tempo, il contatto con la natura e con gli animali, la fatica del lavoro dei campi, il dolore dell’emigrazione e la solidarietà tra le persone. Il racconto non si propone tanto di suscitare nostalgie, quanto di portare alla luce valori ancora attuali, anzi fondamentali, per la convivenza umana e per il rapporto tra esseri umani, animali e ambiente naturale. Matteo, il protagonista, infatti, grazie al diario della piccola Rosina, comincia a guardare il mondo che lo circonda con occhi nuovi, prestando attenzione ai poveri e disagiati della sua città e sforzandosi di vivere in modo più essenziale e meno effimero, nonostante lo stupore e il parere contrario dei genitori. Affinare sensibilità e umiltà, abbandonare i pregiudizi, esercitare la solidarietà sono gli obiettivi che la storia di Matteo propone ai lettori, con lo scopo di fare in modo che “il mondo sia tutto un presepe”.



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