Il secondo lavoro di Babbo Natale

Babbo Natale, si sa, ha una certa età, ha compiuto gloriose e notevoli imprese lavorative in giro per il mondo, ha uno staff efficiente e ben preparato che lo aiuta costantemente e, non meno importante, ha una discreta fama che lo ha reso il beniamino di tanti bambini. Ma, un giorno, tra le numerose lettere provenienti da tutto il mondo ne trova una davvero inaspettata: una lettera di licenziamento da parte delle poste. Come può Babbo Natale rimanere senza lavoro? Vero che il suo è un lavoro stagionale, ha un sacco di tempo libero durante l’anno, ma la sua è una figura fondamentale per milioni di bambini. A quanto pare i tempi sono cambiati e i bambini, al posto di piccoli doni, scrivono interminabili lettere; e poi ci sono l’assicurazione e il bollo della slitta, il noleggio delle renne (che aumenta di anno in anno), la manutenzione degli zoccoli, l’assunzione degli apprendisti, il suo (troppo) tempo libero da retribuire... insomma, non c’è da stupirsi se le Poste Internazionali sono andate in rosso. E così, senza stipendio, senza cassa integrazione e senza pensione, Babbo Natale si ritrova, dopo anni di onorata carriera, a sfogliare le pagine degli annunci lavorativi. Convinto di trovare subito un impiego (in fondo è amato da tutti), parte determinato alla ricerca di un nuovo lavoro; ben presto però si scontra con la realtà e scopre che ad una certa età, con un certo fisico e una scarsa conoscenza informatica l’impresa diventa molto più impegnativa del previsto...

Il posto fisso è una delle massime ambizioni per chi si affaccia al mondo del lavoro: avere un impiego stabile vuol dire sicurezza economica, un certo benessere, la possibilità di mantenere (e avere) una famiglia. Ma la crisi ha radicalmente cambiato il mondo del lavoro e, soprattutto, ha ridotto il numero dei lavoratori con licenziamenti e casse integrazioni. Molti sono padri di famiglia che si ritrovano improvvisamente senza un sostegno finanziario e a dover cambiare le abitudini famigliari per poter far quadrare i conti. Come spiegare che cos’è la crisi e cosa significa perdere il lavoro ad un bambino? Michele D’Ignazio, autore di libri per ragazzi, lo racconta attraverso la voce di uno dei personaggi più amati dai bambini, con un linguaggio semplice e soprattutto ironico, perché si possono trattare tematiche “difficili” anche attraverso le risate. Le illustrazioni di Sergio Olivotti sono in perfetta sincronia con lo stile dell’autore: buffe, moderne e colorate che rendono la lettura scorrevole e sulle quali è piacevole soffermarsi. Un libro che offre numerosi spunti di dialogo tra adulti e bambini e che fa riflettere su come il mondo sia cambiato nel corso degli anni. Ma non è solo il tema del lavoro che viene trattato, nel libro si parla anche di sogni, di seconde possibilità, di amore (perché anche Babbo Natale può innamorarsi, e non è detto che sia la Befana la prescelta) e anche di ecologia. Una bella storia al passo con i tempi, perfetta per lettori autonomi ma anche per una spassosa lettura ad alta voce.

 


 

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