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Jip e Janneke - Amici per sempre

Jip è un bambino molto attivo, sui quattro o cinque anni. Vive con mamma e papà in una casa con giardino, circondata da una siepe. Un giorno, solo soletto, si aggira per il giardino senza nulla da fare. Si annoia. Cosa si potrà mai inventare per passare il tempo? Dà un’occhiata alla siepe e nota un piccolo buco. “Chissà cosa c’è dall’altra parte”, pensa. Si siede per terra e comincia ad ispezionare. E che cosa vede? “Un nasino. E una boccuccia. E due occhietti blu”. C’è una bambina dall’altro lato della siepe. Si chiama Janneke ed è grande più o meno come Jip. Si è appena trasferita con la sua famiglia nella casa il cui giardino confina con quello di Jip. “Vieni a giocare con me?”, chiede Janneke. “Passo dal buco”, risponde Jip. Di lì a poco si troverà incastrato nel buco, ma poco importa, perché da quel giorno Jip e Janneke diventeranno amici e passeranno tanti momenti divertenti assieme: giocheranno nelle pozzanghere, coloreranno di smalto rosso il naso dell’orsacchiotto, mangeranno frittelle, sperimenteranno le lancette dell’orologio ed una sera Janneke andrà addirittura a dormire da Jip. Loro compagni di giochi saranno un gattino di nome Sippi, un cagnolino di nome Takki e tanta tanta fantasia…

L’autrice, Annie M.G. Schmidt, trae spunto da piccoli momenti quotidiani per ricamare brevi storielle spassose, il cui filo conduttore è l’amicizia tra i due bambini. I loro nomi decisamente estranei alla lingua italiana, si devono al fatto che i due bimbi sono olandesi e le loro avventure sono ambientate nei Paesi Bassi degli anni ‘50. Stilisticamente, Jip e Janneke sono resi in bianco e nero: siluette dai tratti semplici che si imprimono subito nella memoria e li rendono riconoscibili da tanti altri libri per bambini, grazie agli originali disegni di Fiep Westendorp. I due bambini sono gli assoluti protagonisti; i genitori sono sempre presenti pur se in modo discreto e senza mai impedir loro di vivere le loro avventure. Anche nei momenti in cui Jip e Janneke combinano qualche guaio, mai con cattiveria, ma sempre involontariamente – vuoi perché non dosano bene le loro energie o perché non riescono sempre a prevedere le conseguenze delle loro azioni – i genitori intervengono non per sgridarli o strattonandoli, ma pronti ad arginarli; spesso e volentieri con il dialogo fanno capire ai due bimbi un comportamento sbagliato o, sempre con il dialogo, impartiscono un prezioso insegnamento. Il libro, nelle mani dell’adulto, può essere usato anche come testo pedagogico: ci mostra un modo – e un mondo – diverso da quello tipicamente italiano di rapportarsi al bambino, un modo basato sul dialogo e non sull’imposizione, sul prevenire piccoli incidenti anziché esplodere quando il danno è stato fatto. In questo senso può essere considerato un libro estremamente contemporaneo, in linea con le nuove teorie pedagogiche basate sull’autorevolezza piuttosto che sull’autorità. Jip e Janneke sono delle vere e proprie celebrità nei Paesi Bassi; Annie M.G. Schmidt ha coccolato intere generazioni facendole divertire con queste semplici storielline. È davvero un libro che non può mancare nello scaffale per i bimbi di età tra i 4 e i 9 anni, e perché no... anche nella libreria degli adulti. Da tenere a mente, infine: l’autrice è l’unica scrittrice olandese ad aver mai ricevuto il premio Andersen, massimo riconoscimento per uno scrittore di libri per ragazzi.