L’eco del bosco - Il giallo del Pangolino giallo

È la mattina di un giorno qualunque ad Animalandia e la redazione de “L’eco del bosco”, il giornale cittadino, è già in pieno fermento. Il direttore convoca d’urgenza la famosa coppia di giornalisti Lupo (un lupo burbero ed esperto) e Polly (una giovane pecora volonterosa e di talento). Ma che cosa è successo di tanto importante, urgente e preoccupante? È successo che alla scuola ‘‘Giacomo Leopardo’’ si è verificato un fatto gravissimo: il professor Pangolino, stimato ed esperto insegnante di italiano ormai prossimo alla pensione, è scomparso. Ed è scomparso proprio mentre era a scuola, dopo l’orario di chiusura, mentre il bidello spazzava via le foglie dal vialetto sul retro dell’edificio e per questo non aveva potuto accorgersi di nulla. I due giornalisti, che sono, per chi non lo sapesse, anche abili investigatori, si recano subito alla scuola per raccogliere documentazione e interviste per il loro articolo, ma anche, e forse soprattutto, per indagare. La preside Anna Conta è per loro di poca o nessuna utilità perché, al momento della scomparsa dello stimato collega, si trovava a prendere un thè al bar accanto alla scuola. Anche il bidello Otto l’orsacchiotto risulta essere di nessun aiuto. Per fortuna, però, la scuola è dotata di una telecamera all’ingresso dalle cui riprese risulta senz’ombra di dubbio che un personaggio incappucciato entrava furtivamente nella scuola proprio nel giorno e poco prima dell’ora della scomparsa del professor Pangolino. Lupo e Polly, inoltre, scoprono che quello stesso pomeriggio era stato rubato anche un computer nuovissimo. E, cosa importantissima, che dalle riprese effettuate successivamente dalla telecamera si vedeva chiaramente uscire il medesimo individuo incappucciato che portava un gran sacco nero sulle spalle. Un giallo difficile da risolvere? Forse, ma non per Lupo e Polly…

Il romanzo costituisce il secondo episodio delle avventure della prodigiosa coppia di giornalisti che costituisce un ossimoro vivente: una pecora e un lupo che lavorano insieme, accomunati dallo stesso fine di giustizia e dalla stessa passione per la verità. Polly e Lupo, tra l’altro, grazie al loro acume, hanno spesso risolto casi in cui la polizia, personificata, o per meglio dire, animalizzata qui dal tenente Piccione brancolava nel buio. Oltre all’indagine giornalistico-poliziesca, questa storia affronta qua e là, anche attraverso le vicende di personaggi apparentemente secondari, fatti e riflessioni che riguardano temi come l’inclusione, l’uguaglianza, il rifiuto del pregiudizio e degli stereotipi (e chi meglio di una pecora che lavora in coppia con un lupo potrebbe farlo?), il rispetto per gli altri, la consapevolezza e l’accettazione di sé. L’intento chiaramente pedagogico di questi elementi non guasta il dipanarsi della trama. Lo stile della narrazione è scorrevole e chiaro, disseminato di battute, giochi di parole, calembours, qui pro quo (spesso fin troppo presenti in rapporto all’età dei potenziali lettori e della loro volontà di procedere velocemente per scoprire il colpevole). Le illustrazioni di Giovanni Nori, in matita o carboncino in scala di grigi, con le loro forme semplici e i simpatici profili dei personaggi si accordano bene con la narrazione, la integrano e l’arricchiscono. Il libro è ad alta leggibilità, utile per tutti e particolarmente per i ragazzi dislessici.



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