La Banda dei Cinque - Sull’isola del tesoro

La Banda dei Cinque - Sull’isola del tesoro

Julian, Dick e Anne trascorrono la loro prima estate da soli, poiché mamma e papà hanno stabilito che sono ormai abbastanza grandi per meritarsi un po’ di autonomia. Sono ospiti dello zio Quentin, un uomo che li ha sempre intimoriti: brillante scienziato, è spesso burbero e detesta avere i ragazzini attorno a distrarlo. Per fortuna con lui a Kirrin Bay abitano anche zia Fanny e Georgina, che ha undici anni. I cugini non vedono l’ora di conoscerla e trascorrere insieme l’estate al mare! Ma George – come Georgina preferisce farsi chiamare – è una vera sorpresa: non sopporta di essere una femmina e sta tutto il giorno fuori casa a nuotare, ad arrampicarsi o in barca a vela. Sulle prime non è affatto contenta di dover rinunciare alle sue occupazioni per l’arrivo dei cugini, ma la sua sincerità e il carattere fiero e temerario alla fine conquistano tutti. I quattro ragazzi diventano così inseparabili e si muovono per Kirrin Bay come una vera banda: sono in cinque perché con loro c’è anche Timothy, il cane di George. Davanti a Kirrin Bay si trova la magnifica Kirrin Island, di proprietà di George, piena di conigli e circondata da fondali che nascondono un misterioso relitto. Gli scogli affilati che circondano l’isola hanno fatto naufragare una barca moltissimi anni fa, ma adesso la tempesta l’ha riportata a galla con la promessa di un tesoro...

Questa è la prima di una lunga serie di avventure estive che coinvolgono i cugini Kirrin. Il tesoro, che i ragazzi vanno cercando con l’aiuto di una mappa ritrovata nel relitto del galeone, ha attratto l’attenzione anche di un antiquario malintenzionato, così i giovani esploratori dovranno fare i conti con un criminale, il primo di una vera e propria collezione, per chi si appassionerà alla serie. E i presupposti per affezionarsi sono molti: scrittura semplice e scorrevole, ambientazione piacevolissima e personaggi ben costruiti. I romanzi della Banda dei Cinque sono diventati famosi in Italia negli anni Settanta, in seguito al telefilm che veniva trasmesso all’interno del contenitore La tv dei ragazzi su Rai 2, ma si tratta di romanzi pubblicati negli anni Quaranta e soltanto di recente riscoperti e riproposti nel catalogo Mondadori. Perché funzionano ancora? Perché l’avventura pura ha un fascino sempreverde, non concede spazio alla noia, anche in tempi esigenti in fatto di intrattenimento. Enid Blyton è riuscita a creare un gruppo di ragazzini nei quali è ancora possibile identificarsi: vitali, dinamici, capaci di cavarsela con le proprie risorse anche senza l’aiuto degli adulti, anzi a volte proprio nonostante il loro maldestro intervento.

 


 

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