La via del ricordo

La via del ricordo

Il giorno in cui nonna Anna muore, Renata sta facendo i compiti e ogni tanto guarda fuori dalla finestra per vedere le luci della strada e la pioggia che batte sulla finestra. Va alle scuole medie. Quando mamma e papà ritornano dandole la brutta notizia piangono tutti assieme, abbracciandosi. Renata ha passato molto tempo con nonna Anna dato che i genitori sono sempre stati molto impegnati, entrambi nella cartoleria di famiglia. Ricorda come fosse ieri il giorno in cui ha scoperto che la nonna, durante tutta la sua vita, non si è sempre chiamata Anna De Benedetti ma, per un periodo bruttissimo, veniva chiamata solamente con un numero: 100541. Era il 1943 e, come altri ebrei italiani, era stata deportata nel campo di Auschwitz-Birkenau, dove ha perso entrambi i genitori nel 1944. Anche nonno Umberto è stato nello stesso campo ma, a differenza della nonna, non gli piace molto rivangare il passato, complice anche una malattia che colpisce la memoria in maniera irreversibile, che si chiama Alzheimer. Nonna Anna invece si recava spesso nelle varie scuole per spiegare agli studenti che cosa ha passato nel campo di sterminio e, tramite un’associazione, cercava di rintracciare altri sopravvissuti come lei. Forse è un sopravvissuto anche quella persona che nonna Anna andava a trovare? Renata è intenzionata a scoprirlo, anche per dare una mano a nonno Umberto a ricordare il suo passato...

Sergio Badino è uno sceneggiatore, insegnante di narrazione e scrittore genovese con un’esperienza di lungo corso nell’editoria per ragazzi, i fumetti e le serie animate. Questo romanzo sulla Shoah si rivolge soprattutto a un pubblico giovane di età scolare ma la lettura rapida e intrigante lo rendono perfetto anche per lettori più maturi. I più giovani si appassioneranno ad un intreccio ben realizzato e addirittura per certi versi avventuroso, non parco di colpi di scena, mentre i lettori più “sgamati” potranno trovare tra le pagine del romanzo la trattazione di un tema così drammatico come quello dell’Olocausto ma in una maniera non classica e mai banale. Ottimi i rimandi tra passato e presenti e l’analisi dei rapporti intergenerazionali, con sullo sfondo sempre presente il pericolo della perdita di memoria collettiva, una tragedia vera e propria per la nostra società. Gli insegnanti sono avvisati; questo volume è adattissimo a essere letto in classe, magari accostato a un grande classico come Se questo è un uomo di Primo Levi.



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