La diagonale stretta

La diagonale stretta
Pierre è il capitano della squadra di pallavolo e la sua non è una passione, ma una vera vocazione. In campo sfodera la stoffa del leader, come pochi riesce a motivare la squadra, a valutare l’avversario, ha il senso del gioco e il tempo giusto sulla palla. I tarli canonici dell’adolescenza, quelli dei primi anni delle superiori, sembrano non intaccare la sua voglia di mordere la vita con combattività, tra una schiacciata e un attacco, una lite con Gloria e un’intesa con Federica. Nei suoi sogni c’è solo la pallavolo e sono tanti i campioni da emulare. Ma la finestra sul futuro da cui guarda Pierre mostra ai suoi genitori un panorama assai diverso: il padre, imprenditore di successo, fagocitato dagli affari, impone al ragazzo un anno di studi all’estero. A malincuore, Pierre affronta ubbidiente quella volontà superiore nella gerarchia familiare e dopo una breve parentesi a Oxford, parte per Losanna. Una lingua sconosciuta e un bruciante addio a Federica sono prove non da poco, ma la più difficile è lasciare la squadra di pallavolo, il ruolo conquistato e il Coach: vai Pierre e “fa’ vedere a quegli svizzeri cosa sappiamo fare qui. Gli ho promesso che ci proverò, dovessi anche spaccarmi le dita”. Ma come si fa a mollare tutto e iniziare da zero, quando non sai neanche dire ciao nella lingua locale?
Pier Luigi Coda conosce bene il mondo degli adolescenti, con loro lavora nei laboratori di lettura e a loro dedica la sua scrittura istantanea e vivace, poche descrizioni e molti dialoghi. "Un ragazzo e la vita in gioco" è il sottotitolo del romanzo che, con tratto delicato e competente, descrive l’età della metamorfosi. Quella in cui, come un temporale estivo, esplodono gli amori e i suoi rovelli, gli interrogativi sulla vita, sul senso delle cose e le amicizie - quelle autentiche - danno sostanza ai giorni. Il futuro è un disegno dai contorni sfumati, perché si ha tutta la vita davanti. Pierre, il cui aspetto è appena accennato, è l’incarnazione dell’adolescenza coraggiosa e schietta, capace di accettare un comando, seppur a denti stretti, e di convertirlo in opportunità, in un colpo difficile come la diagonale stretta, ma che vale la pena di tentare per vincere.

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