La folletta sincera

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La folletta sincera decisamente non è figlia unica: ha diciannove sorelle e trentotto fratelli. Ma non assomiglia a nessuno di loro. Quando è nata, sua zia Julia le ha fatto un dono tutto particolare, un po’ scomodo a dire la verità. Ecco, appunto. Proprio questo le tocca: dire la verità, sempre. Come i gatti fanno miao e le mucche fanno muuu, la folletta sincera dice sempre cose vere, con la conseguenza che spesso le capita di offendere amici e conoscenti. Finché, attraversando il bosco per fare la spesa, non si imbatte in un gigantesco troll che sulle prime ha la ferma intenzione di mangiarsela, poi ripiega sul divertimento: se saprà raccontargli una storiella divertente, sarà salva. La folletta ribatte che non potrà evitare di raccontargli una storia sincera, perché non è proprio capace di fare altrimenti, ma il troll la esorta a incominciare, contento finalmente di sentire qualcosa di vero (a lui, che fa così paura, nessuno dice mai la verità). Certo non si aspetta di sentirsi apostrofare e descrivere come un orribile mostro presuntuoso! Il troll lancia lontano la piccola folletta, che entra dritta dritta nella camera di una bambina in lacrime di nome Aada. Che succede? Che cosa non va?

Come sarebbe bello ogni tanto poter mentire! O il problema è che la maggior parte delle persone ha paura della verità? Per dare fastidio alla gente, alla nostra protagonista è sufficiente essere se stessa: tutti si allontanano, non vogliono ascoltare o preferiscono far finta di nulla. Ma quando la folletta sincera incontra Aada, qualcosa cambia. “Che tutto sia perfetto, neanche conviene, non si distinguerebbe il meglio dall’abbastanza bene.” È così che la folletta – occhi enormi e gambe magrissime, come gambi di fiore – consola Aada delle sue sventure. Dovrà cambiare città? Il nonno starà meglio? C’è una soluzione ai problemi che la fanno piangere? Non esattamente, risponde la folletta sincera, che proprio non può dire una bugia che sia mezza. Ma “la vita è un bel miscuglio” e senz’altro prima o poi si smette di piangere e si trovano motivi per essere di nuovo felici: amici che ancora non si conoscono, un animale da adottare, una pozzanghera in cui saltare! Proprio come accade ai bambini veri, Aada sente accolta la sua tristezza e questo la consola. Una storia in rima, lieve e divertente, sul valore della verità e sulla bellezza di essere noi stessi, ciascuno con le sue caratteristiche. Dalla penna e dalla matita (le illustrazioni sono di Chris Mould) di due autori di fama mondiale.

 


 

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