La tarantella di Pulcinella

La tarantella di Pulcinella

Pulcinella “era povero in canna e viveva in una capanna”. Con un solo letto per sé, i cinque figli e il gatto, passa le notti a pesca e le giornate a ballare: la pesca è spesso sfortunata ma almeno ci si consola con un po’ di allegria... La moglie lo incalza: “se almeno un pesce non mi porti stanotte, Pulcinella, ti giuro, domani son botte!”. Così Pulcinella torna a pesca ma questa volta, senza la luna, ecco un pesce che finalmente abbocca. “Non mi friggere in padella”, implora, promettendo, in cambio, di realizzare ogni suo desiderio. Pulcinella, affamato com’è, desidera solo una bella pastasciutta: finalmente in casa sono tutti sazi e pronti a ricominciare a cantare. Ma domani, come si farà? La moglie ricorda a Pulcinella che la capanna è ancora senza un tetto, e in un solo letto ci dormono in otto. Pulcinella non ha scelta: deve tornare dal pesce d’argento a chiedere un letto per ciascuno. E il pesce d’argento mantiene la promessa, ogni desiderio espresso è un desiderio realizzato: dopo i letti un salotto, una villa, due cameriere, abiti nuovi... Quando in casa arriva la tv non c’è più nessuno che canti e la moglie di Pulcinella sembra incontentabile: ora vuole essere la moglie di un re e non sarà soddisfatta finché non avrà fritto quel pesce tanto speciale...

La tarantella di Pulcinella è una rivisitazione in rima della fiaba del pesciolino d’argento. La fiaba, già pubblicata in questa versione con il titolo Pulcinella e il pesce d’argento (Editori Riuniti, 1993), è stata raccontata da Luzzati, con Giulio Gianini, anche in un corto animato dal titolo Pulcinella e il pesce magico (1983). Le illustrazioni alternano disegni abbozzati (in fondo Pulcinella altro non è che una maschera!) ad altri caratterizzati da colori più carichi e soprattutto dall’inserimento in collage di pezzi di carta fiorentina che con la varietà dei loro motivi riproducono abiti sempre più lussuosi, tappezzerie signorili e lo stesso pesciolino magico. Il testo ricerca soprattutto il ritmo e la musicalità, e poco importa se i richiami al teatro e all’operetta rievocano un immaginario forse lontano da quello dei bambini di oggi: tutto contribuisce al clima fiabesco e all’effetto sorprendente e talvolta comico di questa lunga filastrocca. La simpatia di Pulcinella e dei suoi figli (per tacer del gatto) e la generosità del pesce d’argento funzionano perfettamente nel mostrare quali possano essere le conseguenze di un’avidità senza limiti, anche se nemmeno Pulcinella sa bene se si sia trattato di una magia o un sogno... Le illustrazioni di Emanuele Luzzati, con il loro stile inconfondibile, rimangono dei grandi classici che vale sempre la pena ripubblicare e riproporre, tuttora affascinanti per ogni generazione.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER