La tredicesima fata

La tredicesima fata

Per la tredicesima fata, dopo tanti anni, è giunto finalmente il tempo di mettere le cose in chiaro sulla famosa faccenda della Bella Addormentata: anche se si rende conto di aver un po’ esagerato, la fata si rifiuta di prendersi tutta la colpa! In realtà sarebbe meglio dire la strega, perché lei non si vuole affatto confondere con quella specie di club delle dodici fate con quei loro nomi floreali e i vestitini rosa, che si incontrano nel bosco il sabato sera per ballare in cerchio, bere tè e sparlare di lei. Sì proprio per parlar male della strega Grimbleshanks, miss Grim per gli amici, o meglio per l’amico, perché di amico ne ha uno solo ed è Bill, un grosso corvo nero. Ebbene un giorno miss Grim incontra fata Campanula all’ufficio postale e scopre che tutte le fate sono state invitate al battesimo della neonata principessina. Tutte tranne lei. Le fate invitate la prendono in giro e infieriscono su di lei che freme di rabbia e inizia a rimuginare. Nonostante gli inviti del suo amico Bill a lasciar correre, la strega Grimbleshanks decide di scagliare la famosa maledizione: ne impara a memoria le parole ma il giorno del battesimo qualcosa va storto e non riesce a finire la frase...

Divertente libro di Kaye Umansky, scrittrice inglese che ha pubblicato più di 130 titoli per bambini e ragazzi. È conosciuta soprattutto per la serie Puzzy, la strega sudiciona attraverso cui, in Italia, impariamo a conoscere la scrittura ironica dell’autrice, che ama reinterpretare in chiave ironica le fiabe classiche – Hansel e Gretel con La strega più cattiva del mondo o Cenerentola in Dalla parte delle sorellastre – guardandole dalla parte delle “cattive” di turno. Ne La tredicesima fata ripesca la storia della Bella Addormentata, raccontata in prima persona da quella a cui la tradizione attribuisce la responsabilità di tutto, che con il suo intercalare diretto e sarcastico rende scorrevole e esilarante il testo. Questo, poi, è scritto con il font ideato per la casa editrice Bianconero, un carattere di stampa “ad alta leggibilità”, ovvero che “rispetta accorgimenti visivi che facilitano la lettura di tutti, in particolare dei lettori dislessici” – si spiega in quarta di copertina – e su “carta color crema che stanca meno la vista” che, aggiungiamo, è impreziosita dalle illustrazioni di Stefano Tambellini.



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