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Le avventure di Pinocchio

Le avventure di Pinocchio

“C’era una volta un pezzo di legno”. Non un Re, non una Principessa, niente del genere: soltanto un pezzo di legno da catasta, di quelli che si usano per accendere il fuoco. Maestro Ciliegia, falegname, lo trovò e pensò che facesse al caso suo per costruire una gamba del tavolo. Quando alzò l’ascia per cominciare a lavorarlo, tutto poteva aspettarsi tranne che il pezzo di legno si mettesse a parlare: non mi picchiare, si sentì implorare il falegname, non mi fare il solletico! Così, quando bussò alla porta Geppetto, Maestro Ciliegia fu ben contento di liberarsi di quello strano pezzo di legno parlante. Geppetto aveva avuto un’idea quella mattina: costruirsi un bel burattino di legno, che sapesse parlare, cantare, ballare, fare i salti mortali e persino – perché no? – tirare di scherma. Geppetto era anziano e non aveva figli: quel burattino sarebbe stato per lui come un bambino. Lo voglio chiamare Pinocchio, disse tra sé e sé quando fu a casa. Iniziò a fargli i capelli, la fronte e gli occhi. Poi gli fece il naso, che appena fu scolpito, incominciò subito a crescere. Più Geppetto cercava di accorciarlo, più quel naso impertinente cresceva... Che strana cosa! Per non parlare della bocca: non era ancora finita che incominciò a ridere e a prendersi gioco di lui!

Anche se pensiamo di conoscere già la storia, ripercorrere le avventure del più noto burattino della letteratura in versione integrale e con le illustrazioni dei MinaLima, assomiglierà a un nuovo incontro, più che a una vecchia conoscenza. Proviamo? Sfogliate fino a pag.21, dove Geppetto, con un occhio nero, esce dalla bottega di Maestro Ciliegia: la parrucca del futuro genitore di Pinocchio – parrucca che gli vale il soprannome di Polendina – gli dà un fascino irresistibile e stralunato, proprio come il destino che lo attende, ancora chiuso nel legno che ha sottobraccio. Le linee di contorno ricordano le stampe xilografiche: ai bambini verrà voglia di riempire questi poderosi recinti grafici, qua e là lasciati vuoti, disponibili al colore. I verdi, i gialli, i viola esplodono nelle pagine successive. Correte a pag.266, fatevi strada tra i denti del pescecane, che aprono il sipario sullo stomaco del pesce e su ciò che contiene. A pag.205 potete far scendere dalle scale la Lumaca, lentissimamente, proprio come vuole la storia. Lo studio MinaLima – Miraphora Mina ed Eduardo Lima, graphic designer del mondo Harry Potter film e non solo – ha preparato per voi il teatro di Mangiafuoco tridimensionale, un vero burattino di cartone snodabile, abiti con alette per vestirlo e molte altre meraviglie di cartotecnica. Bellissimo per una lettura da condividere, grandi e piccoli. Questo libro appartiene alla collana MinaLima Classics. Mettetevi da subito il cuore in pace: li vorrete tutti.