L'ultimo viaggio

L'ultimo viaggio
C’erano centonovantadue bambini e dieci adulti e a capo di quel corteo, a testa alta, Pan Doktor ne teneva due per mano.Szymek è un bambino come tanti, anzi, come troppi, che vive in un orfanotrofio a Varsavia nel 1939, quando le truppe tedesche invadono la città e con violenza strappano l’identità alle persone. La Casa dell’Orfano si trova in via Krochmalna al numero 92 ed è una grande e bella casa con i bagni brillanti, i lavandini in ceramica, la sala di lettura e persino il riscaldamento centrale. Ma quello che rende speciale questa dimora è il dottor Korczak, amorevolmente chiamato dai bambini “Pan Doktor”. Lui non è solo un dottore, è un maestro, un amico, un racconta storie, un papà. Per lui i bambini non sono inferiori agli adulti, non ride delle loro domande (apparentemente) sciocche, non si arrabbia quando qualcuno non vuole mangiare. Pan Doktor ama i suoi bambini, e loro amano lui. Quando le leggi razziali cominciano a diventare prepotenti e irreversibili, i bambini, tutti ebrei, vengono confinati al numero 33 di via Chlodna, nel ghetto di Varsavia...

A raccontarci la storia è Szymek, che tenendo per mano il piccolo Mietek si accinge, insieme agli altri, a lasciare l’amata casa per incamminarsi verso l’ignoto. Con la consapevolezza di un bambino, innocente ma piena di dubbi e domande, il lettore viene trasportato per le vie della città, verso quello che diventerà l’ultimo viaggio. Il breve soggiorno nella nuova casa non è altro che la stazione di attesa verso il treno del non ritorno. E durante questo interminabile periodo Janusz Korczak non smette mai di lottare per i suoi bambini: il carcere e le torture non riescono ad abbattere il muro dell’amore e nei confronti dei bambini dimostra sempre gioia e simpatia. Un racconto toccante che descrive la figura di una grande uomo che ha dedicato la sua vita a proteggere i bambini, educandoli al senso di responsabilità, all'aiuto reciproco, sostenendoli sempre con l’amore a loro negato dalla mancanza di una famiglia. Con una delicatezza malinconica Iréne Cohen-Janca dà vita ai pensieri del piccolo Szymek che con la coscienza di un adulto e il coraggio di un bambino si avvia per le strade di Varsavia, verso un destino imposto di una vita spezzata. Janusz Korczak, nome d’arte di Henryk Goldszmit, rinuncia alla propria libertà e sceglie di seguire i suoi bambini fino al campo di Treblinka. Dalle sue idee rivoluzionarie nel campo della medicina associata alla pedagogia è nata la Convenzione Onu sui diritti dei bambini e degli adolescenti. “Pan Doktor ci ha spiegato che l’amore non può essere obbligatorio, ma il rispetto, quello sì”.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER