Ma chi era questo Wolfgang Amadeus Mozart?

L’Europa del Settecento, il secolo di Mozart, era colpita da guerre, povertà, analfabetismo e ignoranza. Ma era anche la patria dell’Illuminismo, un movimento di pensiero fiducioso nel fatto che gli esseri umani, grazie alla ragione e alla scienza, potessero cambiare in meglio il mondo. Nel 1756, quando Wolfgang Amadeus aveva pochi giorni di vita, chi passava accanto alla sua casa poteva ascoltare melodie meravigliose, suonate da suo padre Leopold e da Nannerl, la sorellina di quattro anni e mezzo. Anche Wolfgang rivelò molto presto il suo talento musicale, tanto che a tre anni iniziò a suonare il clavicembalo. Leopold curava personalmente l’educazione musicale dei figlioletti dalle capacità straordinarie. Ben presto i due bambini presero a esibirsi pubblicamente in concerti che lasciavano il pubblico a bocca aperta. A poco più di sei anni Wolfgang fu accolto con tutti gli onori alla corte di Vienna, riscuotendo l’ammirazione dell’imperatrice Maria Teresa, non solo per la sua musica, ma anche per la spontaneità e l’amabilità del suo comportamento. Se il primo amore del bambino fu il clavicembalo, egli imparò ben presto a suonare altri strumenti come il violino, la viola e il pianoforte, strumento nuovissimo per l’epoca. Scrisse inoltre partiture anche per altri strumenti, come il flauto, il fagotto, la tromba e il clarinetto: era capace, infatti, di immaginare perfettamente il suono di ogni singolo strumento di un’orchestra. Le voci sul suo talento si diffusero ovunque in Europa…

Il libro traccia un identikit di Mozart, forse il più noto e il più straordinario fenomeno musicale di ogni tempo, attraverso un testo sintetico e incisivo e immagini spiritose ed essenziali. Non vengono narrati solo gli episodi di un’infanzia felice durante la quale il piccolo fenomeno veniva accolto con curisità e simpatia, ma anche le fatiche, le incomprensioni, le malattie, le sconfitte, le difficoltà economiche presenti nella breve vita del compositore. Ma soprattutto le qualità musicali di Wolfgang vengono messe in rilievo: la capacità di improvvisare, il tocco personale presente sempre nelle sue composizioni che spesso risultavano difficili da suonare per gli altri musicisti, la maestria nel creare emozioni attraverso variazioni musicali. Viene narrato il fiasco che Le nozze di Figaro conobbe a Vienna e la sua popolarità a Praga, dove le melodie dell’opera venivano addirittura fischiettate per la strada. Uno spazio è riservato anche alle vicende familiari dell’età adulta, in particolare al distacco dalla sorella per motivi di eredità dopo la morte del padre. Wolfgang morì a soli 35 anni, per motivi mai chiariti, nonostante le numerose ipotesi formulate. Nel libro diverse pagine sono dedicate anche a ‘‘Mozart dopo Mozart’’, dalla fortuna e alla diffusione delle sue opere in ogni Paese del mondo all’effetto Mozart, scoperto da una Università californiana nel 1993. Secondo le ricerche di quest’ultima la musica di Mozart risulta in grado di aiutare chì è stanco, stressato e anche di dare sollievo in alcune malattie. La conclusione sprona i piccoli lettori a cercare la propria strada, possibilità data a chiunque, genio o meno che sia: ‘‘Solo chi ha il coraggio di seguire i propri pensieri ed emozioni è davvero libero’’, conclude il racconto. Wofgang docet.

 


 

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