Ma l’orso ce l’ha, l’orologio?

Quando suona la sveglia, alle 7 di mattina, Orso non è pronto ad iniziare la giornata e sonnecchia un altro po’. Arriva per ultimo in cucina, ma non ha tempo di fare colazione perché deve prepararsi e scappare a prendere il pulmino giallo della scuola. I suoi tempi rilassati glielo fanno perdere, costringendolo a contare sulle sue zampe per arrivare a scuola. Quando è lì, il cancello è chiuso: l’orologio sull’edificio scolastico segna le nove, tutti sono già a lezione. Quando gli altri approfittano della ricreazione per rilassarsi un po’, lui deve rimettersi in pari. Si ritrova al posto sbagliato nel momento sbagliato: quando tutti hanno finito di pranzare, lui entra in mensa, dove trova l’addetta a pulire. Tutti a lezione di musica e lui è pronto per fare ginnastica. Non ci azzecca mai! E anche quando suona la campanella lui è l’ultimo a lasciare la scuola. La fame è tanta e per questa sua tendenza a correre e sbagliare i tempi si ritrova davanti ad una pasticceria a desiderare tutte quelle leccornie. Proprio un peccato di gola lo porta al commissariato, dove viene ammanettato per tutti i bignè che ha ingurgitato. Quando la sua famiglia lo fa uscire da quella situazione, per tutti è chiaro che il suo problema è solo uno: non sapere mai che ora è!

Un bellissimo volume che insegna ai bambini in modo intelligente e divertente a leggere l’orologio. Le disavventure dell’Orso ritardatario portano verso una direzione: le pagine centrali dedicate alla scoperta delle ore e le lezioni su come comprendere esattamente che ora viene indicata dalle varie lancette. Belli i disegni di Joëlle Jolivet che sfruttano colori decisi (tra cui spicca l’arancione del protagonista – colpo d’occhio immediato nello spazio narrato) e pastelli spesso, e volontariamente, imprecisi e fuori dai margini, per le ombre o anche il pelo dell’animale. I testi in italiano di Giusi Quarenghi mantengono sempre la musicalità della rima che aiuta a rendere più fruibile la storia alle orecchie dei giovani fruitori del libro. Le pagine dell’agenda dell’Orso, piena zeppa di eventi e di appunti a margine dello stesso plantigrado, sono un bell’esempio di come le nostre giornate siano tempestate di eventi che possono portare, come nel caso di Orso, anche ad un eventuale “schianto” finale da stress. L’epilogo, in cui si torna ad abbracciare le persone più care dopo un periodo di riposo forzato, carichi di una rinnovata serenità, può essere un bel messaggio da utilizzare con i bambini anche in questo periodo difficile della nostra esistenza.

 


 

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