Salta al contenuto principale

Malala - La ragazza che voleva andare a scuola

Malala - La ragazza che voleva andare a scuola

“Dì alle bambine di tutto il mondo di diventare Malala, di lottare per l’istruzione fino a quando tutte potranno andare a scuola”. La storia di Malala inizia nella valle dello Swat, dove nasce e cresce. È una bambina vivace e curiosa, che continua a fare domande: alle persone, ai libri, e non si accontenta finché non ottiene una risposta. A scuola è sempre la migliore ed il suo impegno costituisce un esempio anche per le sue amiche. Nel 2007 l’arrivo dei talebani impone regole molto rigide a tutti gli abitanti della valle, pena la morte; vengono banditi i canti e i balli, le donne non possono più indossare abiti colorati né andare al mercato, le ragazze non possono più frequentare la scuola. Suo padre però le ha insegnato che si può combattere contro le ingiustizie e la bambina cresce con il desiderio di far valere i suoi diritti. Chiusa in casa, a undici anni, Malala inizia a scrivere un blog con lo pseudonimo Gul Makai; il blog è pubblicato in urdu sul sito della BBC, rete della radio e televisione inglese, i suoi articoli fanno conoscere il dramma delle bambine dello Swan a tutto il mondo. Quando l’esercito pachistano riesce a scacciare i talebani dalla valle, la vita torna alla normalità e la ragazza torna a scuola, ormai famosa e nota come la ragazza blogger. Ed è allora che avviene l’attentato, ad opera dei talebani, mentre si trova sull’autobus con le sue compagne al ritorno da scuola. La ragazza viene ferita gravemente, insieme a due sue amiche, e deve rimanere in ospedale per quattro mesi, ma la sua lotta si guadagna l’attenzione globale e migliaia di persone si uniscono a lei. Ha ricevuto il premio Nobel per la pace, diventando la più giovane vincitrice. Oggi vive a Birmingham, insieme alla sua famiglia, ed è tornata a scuola...

La giornalista brasiliana Adriana Carranca affronta un viaggio pericoloso per raccontare la storia del popolo Pashtun, a cui appartengono Malala e tutti quelli che vivono alla frontiera tra l’Afghanistan e il Pakistan, un popolo molto caloroso ed accogliente. E per raccontare, soprattutto, la storia di una bambina nata e cresciuta fra le montagne remote del Pakistan, dove esiste un idioma (l’urdu) che si parla solo lì. Si tratta di una regione geograficamente isolata, a cui fu impedito lo sviluppo a causa dei conflitti e del terrorismo, eppure, quando ha potuto farlo, Malala ha saputo manifestare con determinazione le sue opinioni, dialogare con i leader del mondo, perché aveva acquisito conoscenza attraverso lo studio e i libri. La giornalista oggi collabora con diverse testate, tra cui il “New York Times”, e tiene un editoriale su CBN, radio brasiliana. Il libro, corredato dalle belle illustrazioni di Bruna Assis Brasil, che uniscono disegni e fotografie, è adatto a lettori a partire dagli otto anni.