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Pinocchio - Disegni e stornelli sulla favola più amata

Pinocchio - Disegni e stornelli sulla favola più amata

La prima versione della celebre storia di Pinocchio si intitolava La storia di un burattino e uscì a puntate tra il 1881 e il 1882 sul “Giornale per i bambini”. Carlo Collodi liquidò in fretta il suo personaggio impiccandolo dopo neanche dieci puntate, ma i fedeli lettori non furono d’accordo e dopo numerose proteste l’autore continuò la storia per due anni, arrivando al lieto fine che tutti conoscono. Il successo del racconto fu tale che nel 1883 Pinocchio diventò un libro, che ad oggi è stato tradotto in 260 lingue; è stato riproposto in svariate versioni, ha ispirato trasposizioni cinematografiche e teatrali e il naso che si allunga quando si raccontano bugie è diventato parte del lessico comune. La storia di Pinocchio comincia nella bottega di mastro Geppetto, un povero falegname che riceve in regalo da mastro Ciliegia un ciocco di legno, da cui scolpisce un burattino dalle sembianze di un bambino. Ma Pinocchio ha la testa piena di segatura e prima di diventare “un ragazzino perbene” ne combina di tutti i colori: scappa di casa, si fa truffare dal Gatto e la Volpe, finisce davanti al giudice, non presta ascolto ai consigli del Grillo parlante né della Fata dai capelli turchini, fa soffrire Geppetto, diventa un finto cane da guardia e un vero asino, il tutto scandito da un naso che si allunga ogni volta che dice bugie. Le molteplici avventure e peripezie lo faranno pian piano maturare, crescere e infine ritrovare il padre nella pancia di un grosso pesce-cane da dove riusciranno a fuggire per riprendere una tranquilla vita insieme. La ritrovata bontà di Pinocchio lo trasformerà in un bambino vero...

Roberto Piumini, tra i più importanti autori per bambini, e l’illustratore Federico Penco propongono una versione nuova e originale di Pinocchio. A raccontare la storia, più che le parole, sono le splendide immagini, che si trovano nella parte sinistra della pagina, ricche di particolari e progettate come se lo spettatore ne facesse parte: le scene in movimento, i personaggi visti da angolazioni diverse (a volte anche di schiena) e la prospettiva mai uguale portano il lettore ad essere anche spettatore, come se si trovasse nella bottega di mastro Geppetto, tra il pubblico dello spettacolo di Mangiafuoco o nascosto dietro un albero mentre Pinocchio sta parlando con il Gatto e la Volpe. La raffinatezza dei colori è data dal sapiente utilizzo degli acquerelli resi qui più materici e decisi, ma anche realistici mediante la tecnica della velatura. Il testo, ironico e giocoso, non rispecchia la prosa a cui siamo abituati, ma è una raccolta di stornelli molto musicali e divertenti, che diventano la cornice delle illustrazioni di Penco. Il risultato è una perfetta armonia fra testo e immagine, senza che l’uno prevalga sull’altra e viceversa. Lo stornello è una forma di canto popolare attivo prevalentemente in Toscana nel XVIII secolo, composto da un quinario e da due endecasillabi, il secondo dei quali rimato col quinario iniziale. Il testo composto da Piumini prevede tre stornelli per ogni pagina che, in forma scherzosa, sono chiamati... tristornelli. Un testo che si presta molto bene ad una lettura ad alta voce.