Un anno di poesia

Cominciamo dal primo giorno di gennaio a scrivere la prima poesia di un anno dedicato a sperimentare, più che ad imparare, l’arte dello scrivere poesie, provando, inventando, rimescolando le parole. In alto la citazione di Cesare Pavese proprio sul cominciare, poi il primo esercizio: scrivere la prima poesia dell’anno a partire dalle parole “scrivi-prima-poesia-anno”. Infine, in fondo alla pagina, al rovescio, come nelle soluzioni dei quiz, il suggerimento di provare a cominciare la poesia con la formula “Tra un anno...”. Per 365 giorni, dal primo gennaio al 31 dicembre di un anno qualunque, 365 citazioni e altrettanti esercizi. Per scrivere la poesia del giorno, di un minuto, a catenella, non-poesia, poesia infinita, nascosta, ipotetica, tronca, a dialogo o affermativa. Una poesia con le barre, con i trattini, con tutti i segni di punteggiatura esistenti o inventati. E poi tanti suggerimenti, testi in prosa o in rima, versi, filastrocche, canti, link dove andare a sbirciare o ascoltare poesie, progetti, giochi...

Tradotto e riadattato da Chiara Carminati in modo tanto unico da renderlo non una semplice traduzione, ma una nuova versione aggiornata dell’originale Agenda du (presque) poète, Un anno di Poesia di Bernard Friot ci regala un autentico, divertente ed appassionato percorso poetico, uno strumento sia per i piccoli apprendisti poeti che per gli adulti, insegnanti, bibliotecari, librai ed educatori che vogliano riscoprire un approccio diverso alla scrittura e in particolare alla poesia. Friot non è solo un narratore, ma un grande appassionato di cultura e letteratura per l’infanzia, un insegnante e un attivo formatore – non è un caso che abbia ricevuto quest’anno il Premio Andersen –, protagonista della Cultura per l’Infanzia. L’amore per la lettura, ci spiega l’autore in un’intervista qui su Mangialibri, non è innato, ma si acquisisce e si trasmette e, come ci insegna in questo libro, così anche l’arte della poesia. Friot è anche un grande conoscitore di Gianni Rodari, di cui si dice sia uno dei suoi più importanti eredi: in un articolo proprio sul mensile Andersen, ci ricorda che Gianni Rodari, nella raccolta Il cane di Magonza, ha definito la poesia come «la più alta forma di conoscenza e esplorazione del linguaggio», una forma di linguaggio accessibile a tutti, anche ai più piccoli, che con la sua agenda di un anno (senz’anno!) di poesia potranno esplorarlo e conoscerlo, giocando con le parole. Magnifica la collaborazione con Hervé Tullet, altro conosciutissimo artista francese, che integra perfettamente le sue illustrazioni nel testo e ne impreziosisce l’esposizione a tal punto da rendere questo libro una piccola opera d’arte.

 


 

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