a volte ritornano – Storie di fantasmi

a volte ritornano – Storie di fantasmi

Ah quanto l’aveva amata! “L’amore non ha che una storia sola, ed è sempre la stessa. Io l’avevo conosciuta e amata. Tutto qui”. Un anno intero perduto in lei, tra le sue braccia, le sue carezze, il suo sguardo, le sue parole. “Ed ecco che un giorno lei morì. Come? Non lo so”. Lui sa soltanto che un giorno lei è uscita e, tornata a sera fradicia di pioggia, tossiva. Poco più di una settimana più tardi è morta. Dopo un lungo viaggio, tornato a Parigi, l’infelice ha sentito il bisogno di andare a trovare la sua amata al cimitero. Sulla sua tomba una croce di marmo e poche parole “Amò, fu amata e morì”. A lui però questo poco tempo non è bastato e “un desiderio da innamorato disperato” si è impadronito di lui. Allora si è nascosto tra i rami dei cipressi e ha aspettato il calare della notte nera. Mentre, vagando tra le tombe, cerca di ritrovare la tomba dell’amata, all’improvviso… In un vecchio incartamento del suo amico, il compianto reverendo Purcell, “instancabile raccoglitore di tradizioni locali”, un tale trova il racconto di una vicenda davvero singolare. Il padre del narratore era un buon uomo “ma un po’ troppo portato al bere”. Di professione scavava fosse e faceva lavori di carpenteria ma ad un certo punto si era messo a fare il conciaossa e gli capitava di occuparsi delle ossa di bambini, giovani e vecchi. Con i suoi guadagni si era quindi comprato un pezzo di terra nella tenuta del Signore di Phelim, sotto il vecchio castello. Tutte le volte che il padrone di allontanava pretendeva che nell’antica dimora restasse qualcuno dei fittavoli, a turno. Quando toccò a Terry Neil, il conciaossa, lui non voleva andarci, perché temeva quello che si diceva succedesse durante la notte. Il fantasma dell’avo del padrone, infatti, pare si aggirasse nel cuore della notte bevendo e rompendo bottiglie. Tuttavia l’uomo non poté fare diversamente e, presa una bottiglia d’acqua santa e una di whisky, si dispose a passare la notte proprio nella sala dove da un quadro l’anziano nobiluomo trapassato sembrava seguirlo con gli occhi. Cercò di mettersi comodo e provare a dormire ma, d’un tratto, si accorse che “il vecchio stava scendendo dalla cornice con la sua giacca da cavallerizzo”… “Quando il signor Hiram B. Otis, vice-ambasciatore degli Stati Uniti, comprò Canterville Chase, tutti gli dissero che aveva fatto una grossa sciocchezza, in quanto non c’era dubbio che la casa fosse infestata”. Persino il proprietario, Lord Canterville, lo ha avvisato che, a causa del fantasma visto da molti membri della famiglia, loro sono andati ad abitare da un’altra parte. Ma possono degli americani farsi spaventare da una storia simile? Conclusa la vendita, il signor Otis e la sua famiglia si trasferiscono a Canterville; oltre al capofamiglia ci sono sua moglie, il vivace figlio maggiore, l’indipendente figlia quindicenne e due gemelli soprannominati ‘stelle e strisce’ “perché spesso provavano le carezze della frusta”. Una notte, lungo i corridoi del castello, compare un vecchio dagli occhi rossi, i capelli grigi e arruffati, un vestito sporco e catene arrugginite ai polsi e alle caviglie. Beh, il povero fantasma non sa cosa sta per capitargli…

Otto racconti tra i più classici, con qualche incursione dell’esotico, che appartengono al mondo letterario del fantastico in questo elegante albo, illustrato e curato dai fratelli Maurizio e Serenella Quarello. Nello specifico, il primo è l’autore dei disegni straordinariamente belli, suggestivi e inquietanti il giusto che illustrano le storie di fantasmi, scelte curate e adattate dalla sorella. Le immagini, soprattutto quelle a tutta pagina, sono particolarmente valorizzate dalle pagine patinate di questo volume prezioso e raffinato. Quanto ai racconti, si gioca facile. Gli autori selezionati sono tra i più grandi maestri del genere annoverati in letteratura. Si va dalla storia di amore e morte che, con sottile ironia, critica il perbenismo ipocrita e borghese delle lapidi cimiteriali del francese de Maupassant a quella di un fantasma ubriacone raccontata dall’irlandese Le Fanu, considerato l’inventore degli “investigatori dell’occulto”; dalla vicenda tradizionalmente natalizia dell’autore di Tre uomini in barca Jerome Klapka Jerome a quella delle anime vaganti dello spagnolo Bécquer; da una delle storie di Solomon Kane, il valoroso avventuriero puritano in lotta contro il Male creato dallo statunitense Howard, a quella del celebre fantasma di Wilde, vittima dei pestiferi ragazzini americani suoi coinquilini; dall’esotica storia di demoni del cinese Ki-Tong alla vicenda meravigliosamente gotica di Poe, incentrata sulle disavventure di due ubriaconi nella Londra di Edoardo III ammorbata dalla Peste. Grotteschi, ironici, addirittura talvolta comici, in ognuna delle conclusioni di questi racconti ci sono parole in carattere assai più grande, destinate a colpire certamente il giovane lettore, dai nove anni in su, cui l’antologia è destinata (e l’unico elemento a ricordare sorprendentemente al lettore adulto che non è stata pensata invece per lui!). E tuttavia si tratta di un volume talmente bello dal punto di vista estetico da essere apprezzato assolutamente anche da un adulto. Per bambini, per adulti, meglio ancora per adulti che leggono insieme ai bambini.



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