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Bandito

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Sono i primi anni del 1900 e sull’isola di Grimö, nell’arcipelago occidentale svedese, risiede l’anziana coppia formata da Joel e Thala Elversson. Genitori affettuosi, grandi lavoratori e timorati di Dio. La vita dura, i pochi soldi e l’occasione favorevole, li hanno spinti ben diciassette anni prima a dare in adozione uno dei loro bambini: Sven. A nove anni il piccolo è stato portato in Inghilterra da una coppia facoltosa, per essere amato, allevato e istruito a dovere. Un destino molto diverso da quello toccato ai fratelli. Oggi, sui giornali, si parla di lui. Ha preso parte a una spedizione per raggiungere il Polo Nord, ma la nave è naufragata e l’equipaggio si è trovato a un passo dalla morte. I sopravvissuti sono stati individuati e soccorsi dopo diversi giorni e all’inizio la faccenda ha avuto una grande risonanza. Ovunque li hanno accolti come eroi. Alla luce di nuove informazioni però, l’opinione pubblica è cambiata, infatti si è scoperto che uno degli uomini si è suicidato per la disperazione e gli altri hanno mangiato parte dei suoi resti per scampare alla fame. Un atto empio, imperdonabile, così pensa anche mamma Thala, almeno finché il parroco di Applum non si presenta sull’isola conducendo il ragazzo con sé. Sì, perché Sven è stato ripudiato dalla famiglia adottiva e non ha altro rifugio se non la sua vecchia e fatiscente dimora. Rivedere il figlio dopo tanti anni è un colpo per i vecchi Elversson, ma il disgusto viene in fretta spazzato via dall’affetto. Il giovane è risollevato dall’amore dei genitori, forse non tutto è perduto. Quando si presenta in chiesa per la funzione, confida nella discrezione del parroco, che tormentato dalla vista di Sven e dai suoi atti imperdonabili, si lascia andare a un sermone senza controllo e tradisce il segreto. È la fine. Umiliati, gli Elversson abbandonano la chiesa e mamma Thala giura che non ci metterà piede fino alla fine dei suoi giorni. Da questo momento per il ragazzo sarà difficile essere perdonato e accettato, trovare amici o semplicemente un lavoro. Per un mostro come lui nessuno ha compassione, non gli resta che nascondersi sull’isoletta di Grimö, bandito dal mondo…

Pubblicato a Stoccolma nel 1918 il romanzo mostra il peso emotivo che gli eventi della Prima guerra mondiale hanno lasciato in Selma Lagerlöf. Le parole d’orrore pronunciate da Joel, il fratello minore di Sven, quando descrive i corpi che galleggiano nel mare del Nord, in seguito alla battaglia navale dello Jutland (31 maggio-1 giugno 1916), esprimono il fulcro delle profonde riflessioni dell’autrice sul senso della vita, il suo valore e come gli uomini possano farne scempio con leggerezza. Sven Elversson, bandito dalla comunità per il suo atto di cannibalismo su un uomo morto, non è più l’emblema del peccato e della perversione umana. La guerra ha mostrato cosa possono fare gli esseri umani gli uni contro gli altri, terribili atti di distruzione e sterminio perpetrati sui vivi. La colpa e il desiderio di espiazione perseguitano Sven, che accetta con remissività il castigo imposto dalla società. A tormentarlo si aggiunge l’amore per una donna sposata, che non può avere e la decisione di sacrificare la sua esistenza per aiutare gli altri. Sven accetta con un mesto sorriso ogni dolore, non si ribella neppure di fronte alle minacce, in questo suo modo di essere è un personaggio lineare, che mai tradisce la propria natura. Un percorso diverso invece lo compiono la bella Sigrun e il burrascoso Edvard, entrambi capaci di mutare la loro indole e di conseguenza le loro scelte di vita reagendo agli eventi. L’opera non manca di elementi mistici e soprannaturali, tanto amati dalla Lagerlöf. Non può che attirare le simpatie del lettore la giovane Lotta, che si espone per comunicare al mondo le sue visioni e mettere in guardia dal male. Ad accrescere l’inquietudine e a dare un tocco onirico alla storia è la leggenda dei giganti di Hånger, una cupa maledizione che perseguita i discendenti di tale stirpe portandoli al suicidio. C’è un solo modo per mettere fine a tutta questa sofferenza. Suddiviso in tre parti, Bandito è un libro scritto da una Selma Lagerlöf matura, sia nei contenuti che nello stile, un’opera che affronta in modo duro e profondo le contraddizioni dell’animo umano, le sue debolezze, i suoi limiti, ma mostra anche come la speranza non venga meno se si è pronti alla comprensione, al rispetto degli altri e al perdono.