Salta al contenuto principale

Bar Einstein

Bar Einstein

Quando suona la campanella gli alunni del liceo Dante Alighieri sono pronti a uscire, ormai fa caldo e le felpe finiscono negli zaini. Edo, Giaco, Trilla, Ester e Sunshine hanno appuntamento alla fermata dell’autobus, stanno sempre insieme in quanto abitano verso la campagna, in una casa colonica ristrutturata acquistata in multiproprietà dai loro genitori unitamente al terreno agricolo. Edo si guarda intorno, concentrato su di una ragazza che, pur abitando nel quartiere, all’uscita di scuola prende sempre l’autobus nella direzione opposta. Sasha infatti esce dalla sua classe con passo veloce e, salita sull’autobus, manda un messaggio a Sabine - la zia - per non farla preoccupare. La corsa è lunga per arrivare fino alla periferia ovest della città, ma giunta a destinazione entra nel Bar Einstein. La stanzetta scura che l’accoglie è piena di casse di birra e scatoloni. Una scala a chiocciola sale di sopra, dove Sasha e la madre hanno sempre vissuto. Dietro al bancone si muove Patrick, che sta pulendo il ripiano. È un irlandese con folti capelli rossi e spalle possenti che ha rilevato il Bar Einstein da quando Sasha e Dalia non ci lavorano più. Sasha non riesce a stare lontano da quel bar, è il posto dove studia e dove rimane in contatto con il ricordo di sua madre, è il suo modo per tenere a bada il dolore che cova dentro da quando tre anni prima Dalia è morta. Edo, sempre più incuriosito da quella ragazza misteriosa che dice di abitare con la zia dopo che i suoi si sono trasferiti all’estero e che lei raggiungerà dopo la maturità, ha deciso di seguirla. Quando arriva l’autobus ci sale e rimane al finestrino a controllare a quale fermata Sasha scenderà. Sa che non capirà in ogni caso cosa ci fa in quella parte malfamata della città e del resto non ha nemmeno trovato il coraggio di fermarla ma intanto che fermo al capolinea sta decidendo di ritornare in quel quartiere viene preso di mira da alcuni ragazzi minacciosi che l’arrivo dell’autista riesce a far scappare…

Bar Einstein, il nuovo romanzo di Giulia Facchini, affermata autrice YA, vincitrice del Premio Rodari con il romanzo Borders (Sinnos 2022), che prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura si è occupata di cinema e teatro, ci presenta una storia ambientata in una cascina alla periferia di una città dove vivono in comunità alcune famiglie, tutte con figli adolescenti. Sono cresciuti insieme e si sono giurati eterna fedeltà. Non hanno bisogno di altro se non del loro gruppo, che è più di una famiglia e non legano neppure con i compagni di scuola. Ma quando Edo rimane affascinato da una compagna comincia a formarsi la prima crepa nella solidità di questo gruppo. Pian piano l’autrice ci fa entrare nella vita degli adolescenti protagonisti e degli adulti che fanno da contorno ma che sembrano sempre un po’ irrisolti. Un romanzo che è una storia di amore, di tenerezza ma anche di violenza e di scoperte. Un romanzo di formazione che fotografa i ragazzi di oggi, in grado di catturare lettori giovani ma anche quegli adulti interessati a capire la vita delle nuove generazioni.