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Benvenuti nel Pornocene

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Viviamo ormai nell’era della società pornografica o Pornocene, ma quali sono le dinamiche essenziali di questa società e in che modo il “porno espanso, esteso, dilagante, invadente” è entrato nella nostra esistenza? Qual è la portata storica di un simile evento? La pornografia è ovunque e grazie ai computer riempie ogni casa. Dal cibo, “food porn”, a Lady Gaga, il porno oggi è “Pop porno”. Il porno di massa si inserisce tra gli elementi che hanno la possibilità di avviare mutamenti nell’esistenza di miliardi di persone, di rilevanza tale da essere paragonato al perfezionamento dei metodi contraccettivi e al contributo della psicanalisi per la comprensione della sessualità. Quali ricadute pratiche ha il porno di massa? La mentalità pornografica diffusa ha iniziato a plasmare il mondo in ogni aspetto, nascono “forme inedite di rapporti interumani”, cyborg, baby dolls, cybersex, il sesso “con” e in qualunque forma. L’esperienza sessuale va compresa e analizzata solo tenendo conto del contesto storico-culturale in cui nasce e si sviluppa. Il sesso e la sua percezione sono mutati nel tempo. Vengono individuati cinque paradigmi (esemplificativi) utili a comprenderlo: dall’Eros platonico, energia demoniaca che porta al compimento di sé e alla contemplazione del Vero, al Medioevo quando la sessualità è volta alla procreazione; in epoca moderna lo Stato disciplina la sessualità e condanna le devianze, ed è nel 1968 che la stessa diventa strumento di emancipazione, infine, oggi, va inquadrata dentro le dinamiche del capitalismo, della mercificazione e della digitalizzazione. L’uomo deve sforzarsi di essere consapevole, così da non subire passivamente questi pornscapes, che sono pervasivi, ma osservare il mondo e gli oggetti che lo compongono con occhio critico. “Tutto è pornificabile, tutto, alla fine, viene pornificato”…

Heidegger, Pasolini, Foucault, Hegel, fino a citare il serial Black Mirror o il cartone animato di Rick e Morty, sono molteplici i riferimenti filosofici, culturali e sociali cui attinge l’antropologo e docente Davide Navarria, per analizzare e chiarire al lettore di questo complesso saggio (dal linguaggio tecnico curato e con concetti non usuali per tutti i lettori), il meccanismo della pornografia nell’epoca in cui viviamo, il Pornocene, appunto. Epoca in cui la sovrapposizione è inevitabile. “Io assimilo / divento / sono gli oggetti / corpi virtuali che possiedo, con essi mi identifico. Se l’uomo è ciò che mangia, è anche ciò che scopa (o sogna di scopare), e qui non c’è alcun limite alla sperimentazione”. E l’offerta virtuale è amplissima. Immaginazione e desiderio le spinte per usufruirne. Attenzione, questo saggio non deve (ovviamente) valutare che il porno sia giusto o meno, ma solo l’incidenza che ha sulla nostra vita. Il modo di osservare il mondo è mutato con l’avvento della tecnologia digitale e vale anche per la pornografia, istantanea ormai. Non serve la censura, ma consapevolezza e, specialmente per i giovani, la capacità di usufruire responsabilmente di ciò che è a portata di mano. “Quali piaceri ci rendono più sereni, aperti, capaci di condividere?”. Il porno non è che uno strumento utile a comprendere qualcosa in più dell’epoca in cui viviamo.