Salta al contenuto principale

Bere come un vero scrittore

Bere come un vero scrittore

Negus, strana parola che richiama l’Africa, capitribù, servitori. Dopo aver letto questo libro però pensando al negus potreste avere l’impressione di trovarvi a Mansfield Park, al ballo descritto da Jane Austen, e immaginarla mentre impartisce istruzioni sulle quantità di buccia di limone e noce moscata da unire al porto per ottenere un delizioso cocktail. Vogliamo fare un gioco? Quante volte avete sentito parlare del famosissimo Eggnog? Fa venire in mente Natale, è immancabile nelle case americane in dicembre: neve, freddo. Lo accostereste mai a Edgar Allan Poe? E invece a sorpresa qui c’è proprio la ricetta tramandata dalla famiglia Poe. Oggi lo si chiama “ape”, nei primi anni del novecento invece sule rive della Senna era l’ora verde, l’ora in cui Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Wilde (vabbè, non tutti fisicamente insieme ma idealmente sì) discutevano filosofeggiavano e piantavano i semi di poesie e prose fra i fumi di quella che veniva (e viene chiamata) la Fata verde: assenzio acqua fredda e zucchero. C’è l’Irish coffee, che ci riporta inevitabilmente a Joyce e il tè di Orwell. Ci si potrebbe anche cimentare nella preparazione, invero abbastanza complessa, del May Queen ideato da Wodehouse, un miscuglio surreale quanto i suoi libri. Non mancano i drink legati a Chandler, Agatha Christie, Neruda e Kerouac...

C’è di che far girare la testa in queste 288 pagine che raccolgono aneddoti, ricette e consigli su come preparare praticamente tutti i cocktail del mondo. La “costruzione” del libro, con un autore e il suo drink o il motivo per cui a lui è legato, lo rende un volumetto (beh, mica tanto “etto”) perfetto da tenere a portata di mano per lanciarsi nella sperimentazione lasciandosi ispirare dai nostri scrittori e/o dalla loro foto: ce ne sono di molto belle. Magari non sistematicamente, perché il coma etilico è dietro l’angolo, anche se come dice la quarta di copertina il Bloody Mary da colazione di Raymond Carver potrebbe rimettervi in sesto. Qui trovate 100 ricette che ci portano dritti dritti a sentirci come Hammett mentre sorseggia il suo Manhattan o a farci agitare il Vesper Martini di Fleming mentre mettiamo mano alla tastiera del pc, magari sperando di bissare i suoi successi. La bibliografia utilizzata è ricchissima e per un lettore curioso è davvero una miniera, una miniera d’oro. In appendice ci sono le ricette, alcune utilizzate per affrontare il dopo sbronza. Come detto, è un libro perfetto da consultazione per fare bella figura con gli ospiti o superare una serata nera, così come da regalare sia che il ricevente sia un lettore o no. Fra l’altro, con la sua copertina rigida, bianca e appena ravvivata dal titolo in rosso, se anche non bevete non avete voglia di sperimentare o peggio non vi va di leggere, fa anche una bella figura in libreria.