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Bergamo Anno Zero

Bergamo Anno Zero

Il 2020 è stato un anno nefasto per l’Italia e per il mondo a livello sanitario, emotivo, sociale ed economico. Città dalle caratteristiche diametralmente opposte si sono ritrovate accomunate da un destino infausto, persone con storie di vita e desideri diversi tutte impegnate nella lotta allo stesso, intangibile nemico: il coronavirus Sars-Cov-2. Nel 2020 nel nostro Paese, durante la cosiddetta “prima ondata”, una regione ha sofferto in maniera molto più gravosa il peso di questa intrusione, la diffusione di un virus mai visto prima e che, per questo, era ancora più difficile da debellare. La Lombardia, da sempre baluardo di opportunità ed eccellenza, si è trasformata nel peggiore degli inferni, soprattutto la zona di Bergamo e della Val Seriana. Ma com’è potuto succedere? Com’è possibile che la stessa regione che ha sempre fatto da esempio alle restanti diciannove dal punto di vista della gestione sanitaria sia inciampata così clamorosamente nel momento in cui i suoi cittadini avevano più bisogno della sua superiorità? Un saggio che prende in esame i diversi errori compiuti nella lotta al Covid-19 in Lombardia, per permettere anche al meno informato di comprendere tutti gli incidenti di percorso che hanno portato alla strage avvenuta nella provincia bergamasca. Un ritratto spietato che non si volta dinanzi al dolore, anzi, lo guarda in faccia e lo descrive con cura. Un libro raccontato dai bergamaschi, da chi ha visto morire i propri cari da un giorno all’altro, cercando di non mollare mai…

Non è facile leggere un libro come questo un anno dopo l’arrivo del virus. Da un lato è doloroso, perché significa leggere nero su bianco tutti gli errori che si sono susseguiti a livello nazionale e, di riflesso, regionale e locale. Dall’altro, perché un anno dopo siamo ancora qua: ammaccati, forse più consapevoli di ciò che comporta la pandemia da COVID-19, ma non ancora vincitori. Questo libro è uno schiaffo in piena faccia fin dalla primissima pagina, perché forza il lettore a ripercorrere tutta la noncuranza, tutte le volte in cui una qualche autorità o persona comune ha sottovalutato la diffusione del contagio. Strutturalmente, il saggio si divide in otto parti, ognuna delle quali si concentra su un aspetto specifico della gestione lombarda del virus: dalle RSA agli ospedali, dalla scarsità di tamponi alla conformazione del sistema sanitario in Lombardia, il tutto seguito dalla trascrizione di un’intervista col sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. A livello stilistico, il saggio è apprezzabile per tanti motivi diversi, primo fra tutti la costante presenza di dati certi, studi, percentuali, in modo da dare al lettore un’immagine chiara e completa della situazione. Leggendoli, si ha la netta impressione del profondo lavoro di ricerca che c’è stato dietro che, però, non risulta mai troppo pesante grazie all’uso di un linguaggio chiaro ed esplicativo. Non mancano le metafore, come quando i pazienti positivi, ma con diversi sintomi, vengono comparati a un esercito di persone grigie, ma caratterizzate da migliaia di sfumature. In conclusione, un racconto toccante e dolorosamente sincero sulla discesa agli inferi di un sistema sanitario normalmente ineccepibile, una lettura difficile ma quantomai necessaria.