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Bestian

Bestian

Sebastiano è un bambino strano, non proprio taciturno, ma troppo silenzioso. Non parla quasi mai, anche se sa farlo bene. La frequenza con cui pronuncia parole è molto rara, a volte con intervalli anche di settimane. Altre volte invece interrompe quei giorni di silenzio con frasi sporadiche e a sé stanti, senza collegamenti con i discorsi delle persone accanto a lui, per rivolgere domande agli adulti, oppure semplicemente per fare delle constatazioni. Spesso invece rimane da solo, ad esempio fissando le formiche. Anche crescendo, Sebastiano, soprannominato Bastian, rimane sempre tranquillo, zitto e pensoso. Arrivato il momento di andare a scuola, Bastian continua a non cambiare: disegna, in silenzio, sia immagini che lettere, non partecipa alle lezioni e ha accanto una maestra di sostegno. Una bambina in classe un giorno lo chiama Bestian, ma contrariamente a quanto le maestre si aspettano, lui non si offende, anzi riesce a rispondere alla compagna che a lui piaceva Bestian…

Creato dalla penna di Bruno Tognolini, da trent’anni autore di libri per bambini e per i loro genitori, Bestian è in apparenza un semplice racconto per bambini, con capitoli molto corti (spesso di due pagine al massimo), frasi brevi e semplici, dialoghi chiari e diretti. Il racconto è intervallato da disegni, realizzati da Alice Baladan, uruguayana di nascita e italiana di adozione, che illustrano quanto raccontato nel capitolo, a volte in dimensione ridotta ai margini del foglio, altre volte più completi, che prendono due pagine vicine. Tutte le illustrazioni sono in bianco e nero, sembrano disegni a penna, a matita o a carboncino. Il primo tema che sicuramente emerge anche da un racconto così semplice e che è un insegnamento per i bambini è l’accettazione e la non denigrazione di chi è diverso da loro, da chi può avere comportamenti inusuali e non comuni, e per questo considerati strani, da chi non è perfettamente uguale agli altri nel modo di porsi, di parlare e di apprendere. Spesso in questi casi è più facile stringere legami di amicizia con altri bambini considerati diversi. Ben presto però si scopre che il racconto prende una piega diversa: si tratta infatti di un racconto di fantascienza. Non si parla più solamente della vita quotidiana del piccolo Bastian, ma le diversità, anche fisiche, come quella striscia di peli lungo tutta la colonna vertebrale, permettono di introdurre un tema a più ampio raggio: la sopravvivenza del pianeta e della specie umana. Bambini come Bastian e la sua amica Flora sono il segno di una necessità di ritorno al contatto con la natura, di rimescolamento e attenzione verso tutte le specie viventi che popolano la terra e la cura di tutti gli esseri viventi, chiunque essi siano. Questo in contrapposizione al progresso meramente tecnologico e artificiale.