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Bestiario - Piccolo dizionario di grandi bioequivoci

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A, come Ape (oggi conosciamo ben 27 specie). L’interazione degli uomini con le api è documentata fin dal Neolitico. Nelle Cuevas de la Araña, una serie di grotte in Spagna, si trova una pittura rupestre che mostra una figura sospesa a liane intenta a raccogliere favi da un buco. Nelle pitture rupestri delle Matopo Hills (Zimbabwe) è rappresentato l’utilizzo del fumo per stordire le api e accedere al miele. In pitture rupestri individuate in India gli uomini procedono carponi sui rami per raggiungere i favi dell’Apis dorsata. Testimonianza offrono anche i geroglifici in Egitto. Miele e cera sono da sempre risorse utili all’uomo, i primi trattati frutto di osservazione e studio sull’ape risalgono al periodo ellenistico. L’ape più utilizzata da almeno 5000 anni è l’Apis mellifera, presente ovunque, tranne in Antartide... B, come Biodiversità. Ogni essere vivente è un organismo in grado di creare una copia/figlio di sé in tempi e modi che variano in ciascuno, in questo processo di creazione, alla copia viene trasmesso il DNA, che fornisce istruzioni necessarie al funzionamento di ogni organismo. Fu Aristotele, 2400 anni fa, a dividere piante e animali, in seguito Plinio il Vecchio lavorò ulteriormente alla classificazione. Galileo codificò il metodo sperimentale e nel tempo altri scienziati perfezionarono le metodologie di classificazione, come Carlo Linneo, il biologo Ernst Haeckel (che nel 1866 conia il termine ecologia), Charles Darwin, fino agli studi sulla genetica… C, come Cultura. Gli animali sanno come relazionarsi con l’ambiente, come crescere, nutrirsi e riprodursi grazie alle informazioni contenute nel loro DNA. Questa “sapienza della specie” varia da l’una all’altra specie e alcune hanno acquisito anche la capacità di apprendere e trasmettere la nuova conoscenza (trasmissione culturale), ma l’unica specializzata nell’eredità culturale è quella umana… D, come Daino o Danni. Uomini e daini hanno interagito fin dal Neolitico. Importato nel Mediterraneo orientale e nell’Europa continentale, utilizzato nei secoli seguenti per fornire cacciagione, è un animale dotato di grande adattabilità. E, come Empatia…

Paola Peresin è una biologa della conservazione, si occupa di fauna selvatica e ha ideato un master dedicato alla gestione della fauna presso l’Università Ca’ Foscari a Venezia. In questo originale bestiario che va dalla A alla Z, la ricercatrice analizza termini entrati a far parte del linguaggio comune spiegandone l’origine e racconta come sono nate fondamentali iniziative per la salvaguardia di specie in via di estinzione in determinate zone (dall’Ibis eremita all’Orso, balzato in prima pagina negli ultimi mesi a causa di eventi tragici), affinché i lettori possano chiarirsi le idee o porsi le domande nel modo giusto. “Il pensiero ecocentrista sostiene che l’intera comunità degli esseri viventi e l’ecosistema nel suo insieme siano oggetto di considerazione etica e morale”. Sapete che quando si parla di rischio estinzione delle api ci si riferisce solo a quelle selvatiche, mentre l’ape domestica, la mellifera, viene puntualmente nutrita e reintegrata dagli apicoltori? Avete mai sentito parlare della Sesta estinzione? Avete idea di quale sia l’approccio adatto alla gestione delle nutrie sul territorio? Queste sono solo alcune delle interessanti questioni trattate all’interno di questo saggio dedicato agli equivoci (o sarebbe opportuno chiamarla pessima informazione?) con cui siamo obbligati a fare i conti tutti i giorni, a causa dello stravolgimento delle notizie che i social e i media informativi ci impongono, sia per l’inadeguata preparazione di chi raccoglie e diffonde una determinata informazione, sia per la necessità di creare visualizzazioni, engagement e audience stuzzicando l’emotività delle persone, alimentandone rabbia o paura. Alternando valutazioni scientifiche, allarmismi o semplificazioni. Sono tematiche di estrema importanza e non possono essere liquidate con una scrollata di spalle, cercare di comprendere il mondo in cui viviamo è necessario per farne parte, per tutelarlo e per correggere, entro i limiti del possibile, gli errori commessi fino a oggi.