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Bestie di Satana

Bestie di Satana

La vicenda che nel 2004 si è insinuata come un vento gelido nelle case degli italiani viene alla luce quasi accidentalmente. In piena notte infatti, un uomo stordito dagli stupefacenti, tale Andrea Volpe, dice ai Carabinieri che lui e la sua ragazza, Elisabetta Ballarin, anch’ella a un passo dal collassare, sono stati aggrediti da alcuni balordi. I due in realtà, assieme a Nicola Sapone, si sono macchiati dell’omicidio di Mariangela Pezzotta – ex fidanzata di Volpe – tra colpi di pistola e badilate. Le indagini portano però ancora più lontano, legandosi in particolare ad altri due casi irrisolti che avevano coinvolto la provincia di Varese ormai diversi anni prima: la scomparsa di Fabio Tollis e Chiara Marino e il presunto suicidio di Andrea Bontade. Il denominatore comune è che tutti si conoscevano e facevano parte di una comitiva. Era una comitiva di metallari che si dava appuntamento, come tanti altri giovani dark e goth al “Midnight” – un pub di Milano caratterizzato da un arredamento uscito dritto dritto da un film horror – e, che secondo alcuni, si dedicava all’adorazione del demonio. In particolare, alcuni di loro avevano la nomea di essere dei tipi violenti e poco raccomandabili, mentre un altro addirittura sosteneva di essere in contatto con dei demoni. Si scoperchia così un calderone di oscuri rituali e musica Heavy Metal, in una escalation che, partendo dal vandalismo, si spinge fino alla violenza più brutale: l’omicidio. Questa è la storia delle Bestie di Satana...

Fabio Sanvitale, giornalista investigativo, e Armando Palmegiani, esperto di scena del crimine, non necessitano certamente di presentazioni. Ad oggi rappresentano una delle più valide e piacevoli voci da ascoltare quando si vogliono analizzare con perizia casi di cronaca nera nazionale e internazionale, e le loro pubblicazioni sono da sempre garanzia di qualità, competenza e intrattenimento. Il caso che questa affiatata coppia decide di sezionare in questa occasione riguarda gli omicidi commessi nella provincia di Varese a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 da un gruppo ribattezzato dai media Bestie di Satana. La vicenda, al di là delle efferatezze commesse (e di quelle presunte, collegate più o meno direttamente), ha avuto non solo grande risonanza mediatica ma ha riportato le questioni riguardanti le sette, il satanismo e l’influenza nefasta della musica Metal sui giovani di nuovo al centro del dibattito socio-politico-culturale del nostro Paese. Il caso, presentato almeno in una prima fase dagli addetti ai lavori come prova tangibile di una rete chissà quanto ampia di satanisti dedita a rituali proibiti e sacrifici umani si svela, pagina dopo pagina, in qualcosa di ben diverso ma non per questo meno inquietante. Analizzando la questione non solamente sul profilo fattuale e processuale, gli autori si avvalgono anche dei preziosi contributi di altri esperti fornendo un mosaico organico e completo in cui la matrice strettamente satanista degli eventi risulta essere perlopiù un contorno disordinato e caotico, quasi folkloristico. I fattori decisamente più rilevanti riguardano invece le condizioni psicologiche e sociali dei personaggi coinvolti, caratterizzati da disordini familiari, gravi problemi di autostima nonché di dipendenza da alcool e stupefacenti che, soprattutto in età adolescenziale e post-adolescenziale (più o meno l’età di tutti i componenti del gruppo), possono portare a conseguenze estreme. Da quanto si evince leggendo il testo che, pur non concedendo niente alla fiction, si legge come un romanzo, le Bestie di Satana altro non erano che una comitiva composta perlopiù da ragazzi fragili che hanno subito l’influenza di altri membri più carismatici e con un certo spessore criminale, e che si è spinta a un livello tale da far rimanere (quasi) tutti avviluppati in una rete di orrori che più che con il satanismo, ha a che fare con un cieco bisogno di trasgredire a tutti i costi per uscire dal grigiore e dalla monotonia di una vita piatta e senza sbocchi. Un lavoro completo e preciso, che ad oggi fornisce la testimonianza più completa e articolata per un caso di cronaca nera che ancora oggi non smette di inquietare e interessare gli appassionati di crimini e delitti.