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Billard Blues

Billard Blues

Un giovane John Lee Hooker trova lavoro come musicista presso il Billard Blues di Chicago dove tutte le sere la leggenda del biliardo Willie Hoppe, campione del mondo per la bellezza di cinquantun volte, viene a giocare al ritmo di blues. Qui, in una magica sera di Natale, il giovane Hooker ha il privilegio di vedere in diretta la partita tra Hoppe e il mitico Al Capone. Il boss della mafia sa il fatto suo con la stecca in mano e non disdegna certo il gioco sporco, ma cosa potrebbe succedere nel momento in cui Hoppe dovesse sfoderare il Diamond Drink, il colpo che lo ha reso famoso in tutti gli Stati Uniti?... Il sassofonista Max Coleman, un genio del jazz che il troppo bere ha spinto precocemente sulla via del tramonto, si esibisce tutte le sere al Jazz Blanc di New York, sulla Cinquantaduesima Strada. Qui, per via di un concerto organizzato da un boss locale della mafia chiamato Maxie-la-Cimice, fa la conoscenza di Diana King, pianista sopraffina e donna ultrasexy, “il genere di donna di cui ci si innamora al primo istante”... Due giocatori di poker rimasti senza un soldo sfidano in una partita a Las Vegas uno dei più ricchi produttori cinematografici di tutta America, in una partita contrassegnata da folli rilanci che avrà conseguenze non indifferenti sulla vita di uno di loro...

Tre racconti, tre città tra le più famose di tutti gli Stati Uniti, una galleria di personaggi popolata da nomi giustamente entrati nella leggenda, tra boss della malavita, musicisti geniali, giocatori professionisti. Due cose a far girare il tutto, in una continua carambola nella quale dalla memoria riaffiorano i ricordi di un tempo mitico ormai passato: la musica e il gioco. Che si tratti di pizzicare le corde di una chitarra o di sperimentare sul tavolo verde traiettorie mai viste prima, di soffiare dentro l’ancia di un sax tutta la malinconia per il tempo che fugge o di azzardare un bluff impossibile per provare a prendere in contropiede la vita all’ultimo istante, in questo Billard Blues Maxence Fermine riesce con pochi tratti ad evocare atmosfere magiche che ruotano attorno alla passione divorante per le note, per le carte e per la stecca. Passioni che non si lasciano mai afferrare del tutto ma che sono in grado di donare a chi le persegue momenti di pura estasi. Ed è proprio per cercare quell’attimo di estasi che i vari personaggi di questi racconti continuano ad aggirarsi tra palcoscenici e tavoli verdi, nell’attesa del momento che potrà cambiare loro la vita. In fondo, “ognuno ha la propria musica, un’aria che gli appartiene. L’importante è saperla suonare abbastanza bene perché la gente abbia voglia di ascoltarla. Non si tratta di tecnica, né di ispirazione, né di genio. È soltanto emozione”.