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Biografia dell’Italia monarchica

Biografia dell’Italia monarchica

L’unità d’Italia nasce dall’alto per volere di alcuni affaristi (i Savoia) e sognatori (Mazzini e Garibaldi), sotto il segno dei divari culturali, economici e sociali che ne hanno segnato il cammino successivo. Appare del tutto evidente che le prime disposizioni di legge devono mirare a portare omogeneità nel neonato Paese: introduzione dell’obbligo scolastico per combattere l’analfabetismo, introduzione di una moneta unica, introduzione di un sistema di tassazione che permetta di provvedere la sopravvivenza del neonato Stato, per fornire infrastrutture viarie ad un territorio sempre più diviso. Si tratta, fin dall’inizio, di manovre impopolari, che chiedono grandi sacrifici e molta volontà: i braccianti del Sud aspettano di essere liberati dai grandi proprietari terrieri, non di essere ancora soggetti a nuove vessazioni. C’è poi quella grana che si chiama Città del Vaticano, ovvero lo Stato della Chiesa. A nulla servono guarentigie e ammiccamenti, come spostare la capitale del neonato regno a Firenze: il Papa, Pio IX, non ne vuole sapere e pone una strenua opposizione ai Savoia. Ci sono poi le mire espansionistiche d’oltre mare: l’Africa è un’opportunità a due passi, ma le colonie non sempre sono un bell’affare. Chiaro che in uno scenario così si fa presto a cambiare casacca, a stringere accordi con i briganti, a illudere la povera gente. Insomma, fin dalla nascita l’Italia ha avuto un percorso tutto in salita...

L’esile volume di Saverio Omar Ciccimarra appartiene più al genere “Bignami/Bignamino” che a quello del saggio: si tratta di fatto di un riassunto, anche piuttosto anonimo e succintamente documentato, del periodo monarchico del nostro Paese; dunque, raccoglie i fatti ed i personaggi dal 1861 -con alcune incursioni fino ai moti del primo Ottocento - al 1946. Nonostante i promettenti sottotitoli (Anni di speranze, sogni, ambizioni, delusioni, amarezze, soprusi, sofferenze e fintine riscatto. Storia d’Italia dal 1861 al 1946), il volumetto è una storiella d’Italia più adatta ad uno studente che si sta avvicinando per la prima volta a quel periodo storico, che una vera e propria monografia ragionata. La struttura è ben congegnata - dopo una breve panoramica storico-filosofica internazionale, si passa all’analisi di uno o più decenni caratterizzati da un tipo di governo o di uomo politico predominante -, ma le transizioni da un episodio all’altro, da un protagonista all’altro sono brusche e schematiche. Pur se ridotta all’essenziale, la bibliografia è molto selettiva e carente (mancano per esempio accenni agli studi di Renzo De Felice e Angelo Del Boca su tutti, senza contare anche i contributi di Pino Aprile alla rilettura della questione meridionale). Nel complesso una lettura superficiale, utile per avere un’idea complessiva, ma priva di strumenti di riflessione e approfondimento. Una sorta di dispensa per lezioni, utile agli studenti delle scuole medie.