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Bistrot coreano

Bistrot coreano

La cucina coreana è ricca di sapori e di colori, di condivisione e di convivialità. I grandi classici della gastronomia di questa penisola sono piatti semplici e facili da realizzare, ma che ogni famiglia interpreta e modifica creando la propria specifica tradizione. Come vuole questa cultura orientale, il piatto principale è posizionato al centro del tavolo, in modo che tutti i commensali possano attingervi e gustarlo insieme al riso e ai piccoli contorni già divisi per persona. Gli ingredienti indispensabili sono pochi, spesso molto comuni, poco ricercati e anche poco costosi, ma sono insostituibili, se si vuole dare autenticità al piatto: ovviamente, salsa di soia e riso, quello che si utilizza anche per il sushi, oltre a diversi tipi di peperoncino, come il gochugaru o il gochujang, le salse, tra cui la salsa di acciughe e ostriche, il cipollotto, le alghe, ad esempio l’alga dashima e l’alga kim, e ancora i vermicelli di patata dolce, i dangmyeon, o i tteok, gli gnocchetti di riso. Prendendo spunto da ciò che cucinava sua madre Madame Moon, Su Hyun dà vita a un ricettario che racchiude cinquanta ricette di famiglia: sogogi guk, la loro zuppa di manzo, sundubu jjigae, il loro stufato di tofu setoso, dakbokkeum tang, il loro stufato di pollo con patate, yeongeun jorim, le loro radici di loto stufate con peperoncino e alghe, myeolchi bokkeum, il loro sauté di acciughe e verdure miste, nabak kimchi, kimchi di cavolo cinese e daikon, cho-gochujang, la loro vinaigrette al peperoncino, japchae, i loro vermicelli di patate dolci saltati con funghi e spinaci, kimchi mandu, i loro ravioli di kimchi, maiale e tofu, kongnamul bap, il loro riso cotto con germogli di fagioli mungo e shiitake, hobak jeon, le loro frittelle di zucchine, sono solo alcuni esempi…

Dopo aver frequentato la facoltà di Cinema a Lione, la scuola di Fotografia a Parigi e aver lavorato nella moda in Corea del Sud, Su Hyun Kang ha deciso di ritornare in Francia per realizzare il suo grande sogno: diventare Chef e aprire un ristorante. È nato così il Bistrot Potcha 5 a Montorgueil, il cui nome è strettamente legato all’offerta del ristorante: in Corea del Sud, il termine pojangmacha indica infatti i classici ristorantini di strada. Qui, Kang prepara e serve cibi coreani, stile street food, da mangiare velocemente e con le mani, come vuole la tradizione. Da questa esperienza e dall’amore per la cucina è nata anche questa raccolta: cinquanta ricette tradizionali ma caratteristiche della sua famiglia, per ritrovare i profumi, i sapori e i ricordi della propria infanzia, cercando di replicare i piatti di sua madre, Madame Moon, e di carpire finalmente i segreti della sua cucina. In Bistrot coreano, dopo una breve introduzione e la descrizione degli ingredienti indispensabili, si articolano le ricette, divise in dieci macrocategorie in base alla preparazione: zuppe e stufati; brasati e in padella; piatti saltati; kimchi; verdure fermentate; muchim; pasta e noodles; grigliati; piatti a base di riso; pancake e fritture. Come intermezzo, ci sono pochi ma fondamentali approfondimenti: le basi della fermentazione, la preparazione della pasta, dei noodles e dei ravioli, e le nozioni per creare il kimbap, i tradizionali roll di alga. Nello specifico, ogni ricetta presenta il nome in coreano e in italiano, la lista degli ingredienti e le modalità di preparazione, il consiglio in più e la foto del piatto a pagina intera. Inoltre, è sempre presente un breve commento dell’autrice, che permette di immergersi nell’autenticità della cultura coreana. I colori del libro sono quelli della bandiera della Corea del Sud: bianco, rosso e blu.