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BlackBird. I colori del cielo

BlackBird. I colori del cielo

Valentina e Oksana vivono a Pripyat, Ucraina. La mattina del 26 aprile 1986 le due undicenni si svegliano con un cielo spettacolare: color rosso cremisi, pieno di nuvole scarlatte ma vuoto, senza uccelli. Nella direzione della centrale un muro di fumo continua a salire. I padri di Valentina e Oksana lavorano come ingegneri nella grande centrale nucleare di Chernobyl, erano di turno quella notte e non sono ancora tornati. Non c’è da preoccuparsi però, era prevista un’esercitazione, è normale che ritardino, inoltre nessuno ha chiamato dalla centrale, non c’è motivo di dubitare nella perfezione della macchina organizzativa e governativa. Non può succedere nulla, lo sanno anche Valentina e a Oksana: a scuola hanno insegnato loro che il nucleare è la più sicura e pulita forma di energia e che un incidente è praticamente impossibile, lo Stato infallibile. Così Valentina e Oksana, come tutti, nascondono la preoccupazione e vanno a scuola. Tra le due non scorre buon sangue: Valentina è ebrea e Oksana, influenzata dai discorsi razzisti che sente a casa, non fa che infastidirla e sfidarla, per vincerla e compiacere così suo padre. Ma il giorno passa e il sospetto che ci sia stato un incidente cresce finché non può essere più taciuto: gli abitanti di Pripyat vengono fatti evacuare. Ma allontanarsi dalle radiazioni non è semplice, molti non passano il controllo delle radiazioni e sono spediti in ospedali, altri non riescono ad accaparrarsi gli ultimi biglietti venduti per raggiungere mete sicure. Oksana e Valentina dovranno farsi coraggio e affrontare da sole un viaggio alla ricerca di un posto sicuro in cui studiare e crescere…

Anne Blankmann ha sentito parlare per la prima volta di Chernobyl alle medie quando, durante un pigiama party tra amiche, aveva scoperto che la sua compagna, Victoria Belfer, era sopravvissuta con la sua famiglia a un disastro nucleare. Victoria è ebrea e la sua famiglia è arrivata negli Stati Uniti solo dopo secoli di sofferenze e discriminazioni. In quel duro percorso però non c’è stato solo dolore, hanno incontrato anche tante brave persone che li hanno aiutati. Oltre al plot principale della fuga da Pripyat di Victoria e Oksana, in cui la voce narrante rimbalza di capitolo in capitolo tra le due ragazze, il racconto è inframezzato dalla storia di una certa Rifka che, alla stessa età delle due protagoniste, vive, quarant’anni prima, una simile fuga, per ragioni molto diverse: è ebrea e i nazisti stanno per entrare in Ucraina. Questo ci fa capire come il disastro nucleare di Chernobyl, pur ben raccontato, non esaurisca però la narrazione, che mette al centro storie di amicizia tra ragazze che si trovano a dover affrontare da sole situazioni estreme, che neanche gli adulti dimostrano di saper gestire. BlackBird celebra gli incontri salvifici, è ricco di riferimenti storici e di spunti di riflessioni riguardo temi come l’antisemitismo, la violenza di genere, la dipendenza affettiva, l’identità e la solidarietà. Ad aprire (se immaginiamo la lettura iniziare dalla copertina) e chiudere il libro è l’immagine di un merlo: animale che sa volare ma anche nuotare e camminare sulla terra, collegamento tra la terra e il cielo, simbolo di eternità e – per Oksana, Victoria, Rifka e Feruza – di amicizia.