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Blankets

Blankets
Craig è un bambino solitario e sensibile. L’unico suo compagno di giochi è il fratello minore Phil, col quale passa le giornate e - essendo i due costretti a dormire nello stesso letto - persino le nottate. I soprusi e gli scherni inflittigli dai compagni di scuola rendono Craig sempre più silenzioso ed emarginato, dedito quasi solamente al disegno, sua grande passione, e alle letture religiose, fonte per lui delle più profonde riflessioni. Un giorno però durante un campo invernale organizzato dalla scuola, Craig incontra Raina, tanto simile a lui quanto diversa dagli altri. I due trascorrono insieme l’intera settimana del campo ma abitano a 650 km di distanza per cui, una volta tornati a casa, cominciano a scriversi delle lettere. La distanza che li separa non basta a nascondere loro le dolci pene dello struggimento amoroso, a causa delle quali Craig arriva ad ammalarsi se non riceve notizie della ragazza per troppo tempo. Una sera Raina lo chiama dicendogli che i suoi stanno per divorziare e, data la situazione familiare pesante, lo invita ad andare a trovarla nel Wisconsin per qualche giorno. Craig riesce a convincere i propri genitori e passa due settimane nella complicata famiglia di Raina, nella quale la maggior parte dei problemi gravano sulle spalle della ragazza. I due, appoggiandosi l’uno sull’altro, riescono a superare le difficoltà e a compiere un profondo processo di maturazione. Una volta rientrato a casa Craig non è più lo stesso: la vicinanza e lo scambio intimo avuti con Raina e con una realtà lontanissima dalla propria lo hanno reso diverso, più consapevole. Il rapporto con la ragazza continua a distanza per qualche tempo, finché la vita non li allontanerà definitivamente. Ma Craig è ormai cresciuto, e anche grazie a lei…
Graphic novel autobiografico molto intenso, nonostante la semplicità e linearità della trama. Il testo è profondo e riflessivo ed esprime con efficacia, anche grazie a una grafica tanto semplice quanto evocativa, le problematiche e le incertezze del primo amore e di un’adolescenza complicata. A colpire il lettore c’è anche la profondità del personaggio centrale, Craig, che appare in tutte le sue sfumature e debolezze. La narrazione va avanti a salti temporali: seguendo il disordinato flusso dei suoi pensieri, si passa dall’infanzia di Craig alla sua adolescenza. La storia è abbastanza semplice ma i disegni di Thompson rendono il graphic novel meritevole di un’attenzione particolare; ciò che l’autore non riesce a esprimere con le parole lo esprime magistralmente tramite il tratto, in alcune pagine commovente e vicino alla pura poesia. Il suo parlare per immagini è sempre sorprendente, innovativo, inaspettato e a volte toccante. Raramente ho avuto l’impressione che l’immagine potesse quanto, o forse più, della parola. In questo caso è inevitabile pensarlo.