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Blitz

Blitz
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Beto è un giovane architetto e si trova con la sua fidanzata Marta a Monaco, per presentare ‒ nell’ambito del convegno Lebensgärten 2015 ‒ un progetto concorrente nella categoria “Prospettive future”. Al vincitore sarà assegnato un premio di diecimila euro. Marta è molto fiduciosa, Beto invece non crede che il suo progetto, rappresentato da un giardino per adulti la cui particolarità è data dalla presenza di un bosco di clessidre in scala umana, possa avere qualche chance. Alla presentazione ha pure il dubbio di essere stato troppo saccente, Helga – la loro accompagnatrice – gli fa invece i complimenti. I due giovani intendono partire il giorno dopo, ma un piccolo incidente modifica i loro piani: Marta partirà da sola, Beto si tratterrà a Monaco. Già, basta poco per cambiare idea, a volte basta un messaggio al telefono. Infatti mentre il giovane attende al bancone il suo kebab riceve un messaggio da Marta, che si trova proprio nel tavolo di fronte a lui, nel quale scrive “Non gli ho ancora detto niente. È dura. Uff. ta”. E, per finire, l’emoticon di un cuoricino. Quel messaggio è stato inviato a lui per errore, il vero destinatario è l’ex di Marta, con il quale, scoprirà qualche minuto dopo Beto, lei ha ricominciato a vedersi. Tutte le rotture hanno sempre qualcosa di ridicolo e, naturalmente, anche questa: Marta lo lascia mentre mangiano un kebab…

Dopo otto anni torna in libreria lo scrittore e regista spagnolo ‒ autore, tra i tanti, dell’apprezzato Quattro amici ‒ edito sempre da Feltrinelli, con un romanzo dai toni fortemente tragicomici regalandoci le avventure del trentenne Beto. Giovane, in cerca di una posizione lavorativa, con un amore che finisce in un lampo, un messaggio – con l’aggravante della maledetta emoticon-cuore. Basta poco per sconvolgere un’esistenza, per cambiare un percorso in qualche modo già tracciato, ma spesso basta poco anche per ricominciare. Blitz pare tutto incentrato sul concetto amico-nemico, di tempo simbolicamente rappresentato dal progetto di Beto stesso: la clessidra che non solo lo quantifica, ma è anche strumento che aiuta ad evadere. Siamo fatti di attimi, di piccoli granelli che scivolano nella nostra clessidra personale, a volte ci sfuggono, a volte, invece, sono talmente importanti da farci prendere direzioni impensate e, nonostante siano scivolati molto velocemente, riusciremo a ricordarli per sempre.