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Blue tango

Blue tango

Mentre Milano è insanguinata da una serie di brutali assassinii di giovani prostitute, il vicequestore Loris Sebastiani e la sua squadra devono risolvere un altro enigma: un giovane peruviano viene spinto sotto alla metropolitana in una stazione affollata e un aspirante terrorista viene trovato pestato e annegato. Qual è il legame tra tutti questi eventi sanguinosi? Sarà Enrico Radeschi a scoprirlo, giornalista freelance ed hacker a tempo perso, con la sua vespa gialla, il cane Buk e il telefonino perennemente in avaria...

Il sorprendente noir metropolitano di Roversi ha l’incedere scanzonato e i personaggi senza ombre dei fumetti della Bonelli, ma abbina questo approccio pop ad una trama complessa e ben congegnata che si scioglie solo nelle ultime pagine, e ad una cortina di misteri e morte che grava sul paesaggio meneghino come una cappa di smog. Incombe sui personaggi una Milano caotica ma ammaliante, innervata da pulsanti metropolitane che la sfregiano come cicatrici sottopelle, e che l’autore evoca con uno stile moderno, ironico, lontano dai cliché hard-boiled dei quali troppo spesso si abusa nella narrativa di genere. “Milano è una città che dà le vertigini. Io ci vivo da sei anni e i ritmi rilassati della provincia cui ero abituato, qui vengono spazzati via in un attimo: ti senti come risucchiato in un vortice. Alla fine, però, se non scappi via, ti ci abitui. È una metropoli che impari a conoscere piano piano prima di apprezzarla a fondo. Se ci vieni da turista hai un’impressione solo superficiale: il Duomo, Brera, i Navigli, le vie della moda... Se la vivi, invece, se la giri in vespa come il protagonista del mio romanzo, se frequenti certi luoghi non così “turistici”, che sono poi quelli che ho cercato di descrivere, allora assume un volto più umano. E può diventare il luogo ideale per ambientarci un romanzo. Raccontare le sue tante anime è stato per me molto stimolante: questurini, spacciatori, prostitute d’alto bordo, universitari, giornalisti, portinai... Un mondo intero. Milano è letteraria: con le sue atmosfere e le sue contraddizioni è la metropoli italiana noir per eccellenza”. Dopo anni di ricerca e scrittura bukowskiana, Roversi approda al giallo guardando con un occhio a Scerbanenco e con un altro a Distretto di Polizia.