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Bomber Mafia

Bomber Mafia

Lafayette Street, Manhattan, primi anni ’30. In un laboratorio di studi sperimentali c’è un ingegnere dal carattere molto particolare e dall’ego smisurato, il suo nome è Carl L. Norden. Ha ottenuto un contratto con le Forze Armate per mettere a punto un progetto al quale lavora dal decennio precedente: un sistema di puntamento per aerei da bombardamento. L’idea è quella di non ripetere l’esperienza della Prima guerra mondiale, che ha visto il massacro di milioni di soldati. Ora che i mezzi aerei hanno avuto una crescita tecnologica rapidissima bisognerà evitare il massacro di milioni di civili con i bombardamenti dal cielo. Ecco il sistema di puntamento Norden: sostanzialmente un computer analogico da alloggiare in una plancia stabilizzata da un giroscopio. Specchi, un telescopio, cuscinetti a sfera, livelle a bolla e quadranti che consentono di effettuare tutti i calcoli necessari per colpire un bersaglio da un velivolo in movimento: velocità di crociera, rotazione terrestre, distanza dall’obiettivo, velocità del vento e altro ancora. Grazie a 64 algoritmi sarà possibile centrare un barattolo di cetrioli sottaceto da un’altitudine di 9.000 metri. La sua creatura produrrà una rivoluzione tecnologica. Eppure l’ingegner Norden uscirà dalla Storia dalla porta di servizio... Maxwell Field, Alabama, Air University presso la Air Corps Tactical School, metà anni ’30. Un manipolo di ufficiali dell’aviazione compie studi sperimentali sulle tecniche di guerra aerea. L’aviazione militare statunitense non è ancora un Corpo a sé stante ma una Divisione operativa dell’esercito, la “Cavalleria del cielo”, con aviatori agli ordini di ufficiali che non capiscono niente di aerei e costringono i piloti a strigliare i cavalli ogni mattina. No, i “cavalieri dell’aria” vogliono essere indipendenti e il trasferimento a Maxwell Field, il più lontano possibile dall’influenza dell’esercito, è il primo passo. Qui questo drappello di giovani ufficiali comincia ad elaborare teorie e tecniche sperimentali. La loro completa autonomia, il fatto di essere una cerchia ristretta, il fatto di non rispondere ad alcuna autorità fa sì che vengano soprannominati la Bomber Mafia. La loro idea ribelle? Una guerra senza vittime. Niente più incursioni notturne, niente più bombardamenti a tappeto. Grazie alla messa a punto del bombardiere B-29, la “superfortezza volante”, e al sistema di puntamento Norden, sarà possibile compiere dei raid di giorno e non più notturni: a 9 km da terra si è fuori dal tiro della contraerea e, annientando il sistema energetico, gli acquedotti, le fonti di risorse e le fabbriche che forniscono la logistica bellica, si potrà mettere in ginocchio un Paese e indurlo a cessare le ostilità con bombardamenti mirati. Primo settembre 1939, La Germania di Hitler invade la Polonia, è la Seconda guerra mondiale: si opterà per i bombardamenti a tappeto...

Con una scrittura cronachistica e scarna, di quell’efficacia che spesso solo i giornalisti sanno raggiungere, Malcolm Gladwell ci accompagna in maniera veramente avvincente dietro le quinte della Storia. Una storia di dimenticati riccamente documentata e servita sic et simpliciter, le considerazioni vengono da sole. Posto che sia quasi un ossimoro il concetto di “Guerra migliore” c’è da chiedersi: non è che l’idea della Bomber Mafia, se messa in atto, avrebbe nuociuto gravemente al business degli armamenti e delle forniture che costituisce il vero core business delle potenze mondiali, oggi come allora? La tesi pessimistica che appare sottotraccia in questa vicenda è che ogni idea o innovazione tecnologica dalle potenzialità migliorative finisce spesso per essere utilizzata nei suoi risvolti più deteriori quando si scatenano gli appetiti umani e la possibilità di profitto. Di come le cose vadano fuori strada. “Prendiamo i social media. Prima vengono salutati come qualcosa che consentirà ai cittadini di rovesciare la tirannia. Un momento dopo, gli stessi social media si trasformano nella temuta piattaforma che permetterà ai cittadini di opprimersi a vicenda.”. Tornando alla guerra c’è da rilevare che nei decenni appena trascorsi si è assistito a conflitti sempre meno “di fronte” e sempre più asimmetrici. Pochi eserciti e molti civili armati, irregolari, contractors, mercenari e bande criminali. L’idea della Bomber Mafia è quanto di più lontano ci possa essere dalle azioni belliche cui abbiamo assistito in Centro America, in Rwuanda, nel Caucaso, in Libia, Medio oriente, Balcani e Donbass. In queste guerre a basso dosaggio di esercito e ad alto tasso di irregolarità, non si ha copertura aerea o d’artiglieria e quasi sempre lo scontro è diretto, fino al corpo a corpo, con ampio utilizzo di azioni di guerriglia. Altro che tecnologia e contenimento delle vittime. Questo sono la maggior parte delle guerre recenti: Medioevo. In Rwanda il machete è stato il protagonista. E adesso? Adesso un’ultima considerazione personale: quelli che si dedicano alla guerra progettandola, studiandoci sopra ed elaborando i sistemi offensivi sono degli ammirevoli fenomeni. Pianificano modalità operative e strumenti sapendo che non saranno loro a combattere in prima persona. Azioni chirurgiche, attacchi di carattere puramente logistico e strategico, nessuna vittima militare né tantomeno civile, di questo si parlava già negli anni ’30. In che anno siamo? 2022. Mi fermo qui.