Salta al contenuto principale

Bonsai

Penny ha 7 anni ed è alta 70 cm. È nata in autunno e dell’autunno adora le foglie. È convinta che il mondo sia un bel posto in cui vivere… fino a quando non scopre che l’unica altezza alla quale potrà arrivare è quella della maniglia di una porta. Il suo nome, Penny, deriva dalla Penny Lane di Liverpool, il luogo in cui i genitori si sono conosciuti. E dal fatto che, durante il travaglio, sentirono in lontananza la radio trasmettere Pennies from Heaven di Billie Holiday. Da allora entrambi sono convinti che la bambina sia un dono venuto dal Paradiso. Invece la piccola sente che c’è qualcosa di sbagliato in lei. Come può essere un dono? Lei che essendo bassa è sempre la prima della fila, lei che viene emarginata per l’aspetto fisico ed anche derisa all’uscita da scuola da un ragazzino più grande: “Non puoi stare qui! Non hai 6 anni, bugiarda!”. Penny sa di non essere come gli altri: ha una statura minuscola e la testa sproporzionata rispetto al corpo. “Qui dentro ci sono tutti i pensieri del mondo. Per questo hai la testa più grande degli altri. È una magia!” le dice la mamma. Ma la magia non basta a farle credere in sé stessa e Penny si isola; passa le giornate da sola, raccogliendo le foglie cadute per conservarle nel suo diario. Finché in un grigio pomeriggio d’autunno entra per caso in un negozio di fiori e vede un bonsai. La fioraia le spiega che è una delle specie più preziose in natura: non può raggiungere l’altezza degli altri alberi ma nella sua perfezione imperfetta sa trasformarsi nel tempo. Nel donarglielo le raccomanda di accudirlo: “il bonsai cresce con te, devi guidarlo verso la luce, solo così vivrà a lungo”...

Bonsai non è solo un libro illustrato per bambini: è una favola dedicata a tutti i bambini portatori di nanismo ipofisario e alle loro famiglie. Obiettivo: far loro capire quanto siano speciali e all’altezza di affrontare le situazioni della vita e della quotidianità, nonostante i centimetri in meno. Tutt’altro che casuale la sua data di pubblicazione, il 20 settembre è infatti la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla crescita dei bambini promossa da ICOSEP (Coalizione Internazionale delle Organizzazioni a Supporto dei Pazienti Endocrinologici) e da AFaDOC (Associazione famiglie di soggetti con deficit Ormone della Crescita e altre patologie rare); a quest’ultima vengono in parte devoluti i proventi della vendita del libro. Il nanismo ipofisario è una malattia che coinvolge uno ogni 10/30 mila bambini e causa una crescita non corretta a causa di un deficit dell’ormone dello sviluppo. Tra le pagine di questo albo sentiamo stringere il cuore di fronte alla piccola Penny che fatica ad accettare la propria diversità e che tenta di rifuggire dalla realtà fantasticando di un mondo in cui sentirsi completamente a proprio agio. Ed esultiamo quando la vediamo capire che la sua diversità ha un valore, quello di renderla unica. Ad accompagnarci illustrazioni poetiche che fanno da controparte ai sentimenti della piccola protagonista: colori chiari per i momenti sereni e colori scuri per quelli di sconforto. Una favola che ha il merito di riuscire ad affrontare con delicatezza e poesia un argomento scomodo: i risvolti psicologici del crescere con una condizione di diversità visibile, come la statura ridotta.