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Breve storia degli Stati Uniti d’America

Breve storia degli Stati Uniti d’America

Quali siano stati i primi popoli a colonizzare il continente americano e come vi siano giunti, se per mare o per terra, è un dibattito che ancora coinvolge molti studiosi. Ciò che, comunque, appare certo è che queste popolazioni si stanziarono lungo un tratto di territorio vastissimo che correva per migliaia di chilometri da nord a sud e da est a ovest, che parlavano moltissime lingue differenti tra loro e che avevano un’economia di tipo prevalentemente agricolo. La maggior parte, poi, non possedeva un alfabeto e utilizzava pittogrammi o segnali di fumo per lasciare messaggi e comunicare. Solo con gli Inca e gli Aztechi, stabilitisi nel Sud del continente, nacque una cultura più avanzata il cui sviluppo, comunque, si bloccò improvvisamente e in modo assai misterioso. Tornando nel Nord, è abbastanza certo che intorno al 1000 d.C. i vichinghi provenienti dalle regioni scandinave europee visitarono, piuttosto per caso, le zone tra l’isola di Terranova e il moderno New England, senza però mai fondare dei veri e proprio insediamenti stabili. Fu solo nel 1492, com’è ben noto, che a seguito di nuove scoperte a livello tecnologico e della necessità di aprire nuove rotte commerciali per raggiungere le Indie orientali, che gli europei “scoprirono” l’America. Infatti, il 3 agosto, ricevuto il benestare dai reali di Castiglia e Aragona, le tre caravelle “Niña”, “Pinta” e “Santa Maria” lasciarono il porto di Palos per sbarcare dopo poco più di due mesi, il 12 ottobre, su quella che venne immediatamente ribattezzata isola di San Salvador (l’odierna Watling, nelle Bahamas). Il navigatore italiano Cristoforo Colombo, a capo della spedizione, tornò più volte in quei territori, senza però mai rendersi conto di essere sbarcato su una terra completamente nuova e che fino a quel momento non figurava su alcuna cartina geografica. Fu, quello, l’inizio del declino delle popolazioni autoctone che fino ad allora avevano vissuto in quel territorio vergine e l’inizio di quella che sarebbe diventata una delle superpotenze della Storia contemporanea: gli Stati Uniti d’America...

La Breve storia degli Stati Uniti d’America di Robert V. Remini è un volumetto imprescindibile per qualsiasi appassionato di Storia. Scritto da uno dei maggiori esperti mondiali dell’argomento, racconta il percorso che ha portato alla nascita di una delle superpotenze del Ventesimo secolo fin dai suoi albori: dalle prime popolazioni che hanno camminato sul suolo americano, alla guerra per l’indipendenza dalla madrepatria inglese, sancita il 4 luglio del 1776, alla Guerra Civile combattuta tra sudisti e nordisti tra il 1861 e il 1865, al crollo della Borsa di Wall Street del 1929, passando per i due conflitti mondiali, la lotta al comunismo e quella al terrorismo del Ventunesimo secolo. Il saggio si conclude con la narrazione dello scandalo dei muti subprime del 2008, durante l’ultimo periodo della presidenza di George W. Bush. Purtroppo, a causa della morte dell’autore avvenuta nel 2013, non è pensabile immaginare una versione aggiornata dell’opera comprendente le presidenze Obama, Trump e Biden. Sebbene sembri impossibile racchiudere oltre cinque secoli di storia – densissima di avvenimenti – in poco più di 450 pagine, Remini è riuscito a portare a termine questa sfida alla perfezione. Non solo, infatti, entra nei dettagli di molti dei maggiori eventi della storia nordamericana, ma lo fa in modo chiaro, conciso e, soprattutto, senza mai annoiare il lettore. Breve storia degli Stati Uniti d’America è certamente un saggio storico e chi si approccia alla sua lettura ne è consapevole. Ma, al contempo, non deve temere di trovarsi davanti al classico libro “barboso” di difficile digestione. Tutt’altro. Lo stile sciolto, a tratti quasi romanzato, rende la lettura semplice e piacevole, i cui fatti narrati restano senz’altro più impressi di tante altre pubblicazioni maggiormente nozionistiche. Non mancano, inoltre, delle mappe storiche a supporto di quanto descritto dall’autore, il cui scopo è focalizzare in maniera più efficace quanto appena letto. È un testo essenziale che permette di comprendere più a fondo alcuni lati di un Paese di certo affascinante, ma senza dubbio molto controverso, il cui presente è legato indissolubilmente ad alcuni eventi del passato di cui Remini conosce alla perfezione il modo di presentarne al meglio sia le luci che le ombre.