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Brucio

brucio

Il fuoco, la stanza invasa dalle fiamme. Le urla, le grida, il terrore. Tommy nel panico che tra il fumo che lo intossica cerca disperatamente suo padre, sua madre, Anna sua sorellina. Poi quella trave che lo sbatte per terra. Il fuoco dappertutto a mangiargli il petto, le braccia. Con tutte le forze che ha sposta la trave ma qualcosa di incandescente gli guizza sulla faccia, aprendogliela letteralmente in due. Tommy sente il puzzo della sua carne che arrostisce all’istante e la sua faccia letteralmente aprirsi in due, e allora urla. Inizia ad urlare con tutto il fiato che ha in corpo, poi il buio finché non sente qualcuno che lo schiaffeggia e lo chiama. Apre gli occhi e al posto del fuoco e delle fiamme vede solo il faccione preoccupato di Franco, l’uomo che da appena dodici ora insieme alla moglie Stefania l’ha adottato in quel tranquillo paesino tra le colline alle porte di Asti. L’uomo, seduto sul suo letto all’interno della baracca degli attrezzi dove il ragazzo ha chiesto provvisoriamente di essere sistemato, lo rassicura dicendogli che è stato solo un incubo. Tommy si tranquillizza e gli chiede scusa per averlo svegliato a quell’ora della notte. Franco gli sorride ma poi volta lo sguardo altrove non riuscendo a sostenere per troppo tempo la vista di quel viso trasfigurato da decine di operazioni e deturpato da cicatrici indelebili e permanenti. Ma Tommy ci è abituato a quegli sguardi compassionevoli, non se ne cruccia, anche perché Franco - a differenza dei precedenti genitori temporanei cui è stato affidato in passato -, sembra davvero un uomo buono e sincero. Talmente buono che si fa convincere dal ragazzo a prendere la bici di Andrea, il suo figlio naturale coetaneo di Tommy, per permettere al ragazzo di fare un giro lì attorno che gli concili nuovamente il sonno. L’uomo nonostante l’ora acconsente, a patto di vederlo ritornare presto. Tommy inforca così la mountain bike e attraversando le stradine di campagna che costeggiano quelle villette a schiera tutte uguali e silenziose, raggiunge il centro del paese. In quell'assordante silenzio viene subito attirato da un rumore di ferraglia in una via più laterale. Si avvicina e vede che ci sono due ladri intenti a forzare la saracinesca di un negozio. Neanche il tempo di accorgersi di quello che sta accadendo che vede i due darsela a gambe levate mentre alle sue spalle un poliziotto lo blocca, immobilizzandolo e arrestandolo...

Christian Frascella non delude mai. Con la sua naturale capacità espressiva e stilistica sa raccontare come pochi l’infanzia/adolescenza di chi generalmente al già complicato gioco di ruolo della vita adulta gareggia ad handicap. In questo caso il protagonista è Tommy, ragazzo sfregiato fuori e dentro da un incendio che non solo lo ha deturpato fisicamente rendendolo schiavo della compassione e del voyeurismo degli sguardi altrui ma gli ha fatto perdere padre, madre e sorellina costringendolo a girovagare su e giù per l’Italia tra famiglie adottive più o meno disfunzionali, per non dire raccapriccianti. E pure quando finalmente sembra aver trovato dei genitori temporanei bravi e amorevoli, un paesino apparentemente rassicurante che sembra accoglierlo, il destino torna ad accanirsi su di lui, grazie ad un maledetto equivoco e alla cattiveria e frustrazione di un meschino ispettore di polizia e del suo galoppino. Forse solo Sally, una ragazza che come lui sembra portare tutto il peso del mondo sulle spalle, potrà permettergli di uscire da quella gabbia di ipocrisia, odio e cattiveria che da sempre lo accompagna più e peggio delle sue indelebili e mostruose cicatrici. Peccato che la ragazza sia però proprio la nipote del terribile ispettore Sterpa.