Salta al contenuto principale

Buffet al veleno

Buffet al veleno

Katharina Schweitzer è una cuoca con il vizio delle indagini. A Colonia, dove lavora al ristorante “Giglio Bianco”, si ritrova anche a fare un servizio di catering in feste per vip, come quella del dott. Dirk Bause, per i trent’anni della CB-Computer Bause alla torre LVR, uno dei posti più esclusivi della città, da cui è possibile vedere la città ai propri piedi distinguendo anche i monumenti più conosciuti. Invitati famosi e dipendenti del re del software, alcuni già clienti del “Giglio Bianco”, sono tutti presenti alla festa di Bause, nella quale lo stesso imprenditore non smette di mostrare i suoi progressi economici, anche attraverso le sue abitazioni, dal bilocale da due soldi dove ha cominciato a uno dei tre più esclusivi edifici a forma di gru, direttamente sul Reno, dove ora vive. Katharina osserva tutto e tutti con molta attenzione. Non tutti gli ospiti di Bause sono simpatici, anzi! Ci sono anche degli arroganti, come quell’ometto basso con la cravatta verde pappagallo che pretende assolutamente i tortini al cioccolato per fare il pieno di energia. Inviperito la redarguisce, dicendo: “Ha calcolato male? Di cioccolato non ce n’è mai abbastanza, se lo segni!”. Ma distribuiti ormai tutti i dolci, per Katharina è tempo di raccogliere le stoviglie nelle casse e prepararsi a tornare al ristorante per lavare tutto. Si accorge subito che è sparito il cannello a fiamma che serve a caramellare lo zucchero sulla crème brulée, ma si accorge subito che una delle invitate tiene il cannello in una mano e un foglio di carta nell’altra, minacciando proprio quel tipo poco simpatico con la cravatta verde. La donna dà fuoco al foglio e poi lo tira all’uomo, mentre con un balzo gli si avvicina, urlando “Tu farai la stessa fine” e bruciandogli le sopracciglia, al punto che si diffonde subito il cattivo odore dei peli bruciati. Ovviamente viene bloccata dai presenti, lascia cadere lo strumento di Katharina, ma ormai la festa è bella che rovinata e finita...

Mille indizi, mille sospetti, nessuna certezza per una buona parte del romanzo. A Katharina Schweitzer questa volta il caso piomba dritto dentro casa, o meglio dentro il ristorante, coinvolgendo tutti i suoi dipendenti, ma soprattutto permettendole di venire a conoscenza di una verità scomoda che riguarda il suo sous chef nonché compagno di vita, che l’ha tradita proprio sotto il naso con una donna uccisa e per questo motivo diventa anche il sospettato numero uno. Katharina deve guardarsi anche da una concorrenza sleale, soprattutto da commenti falsi che vengono messi on line negli appositi siti riservati ai ristoranti e che vengono consultati dagli eventuali nuovi clienti. Ma si tratta di una strategia proprio per portarla sull’orlo del fallimento, tanto da inglobarla per sostituirla in un progetto di gastronomia industriale. Le sue reazioni, come è ovvio, sono forti, ma nonostante il dolore, la rabbia, l’ira verso tante calunnie, non perde mai la lucidità e continua “a impicciarsi”, a ricercare notizie e spunti, rischiando in proprio, soprattutto perché questa volta sono in gioco i suoi peggiori nemici: i serpenti! Piacevole come sempre, prosegue la serie di Brigitte Glaser che intorno alla sua chef ha costruito tutto un mondo di crimini nel quale, suo malgrado, Katharina si trova sempre invischiata. Lo stile è sempre veloce, brioso, accattivante, la descrizione dei luoghi precisa e puntuale, le sorprese della trama immancabili. E così il lettore si trova coinvolto a sua volta, ansioso di sapere come andrà a finire, ma soprattutto sempre schierato dalla parte di Katharina e contro tutti.