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Bukowski

bukowski

Charles cammina a testa bassa, tra le case di periferia di una Los Angeles degli anni ’30. I suoi pensieri rivelano indolenza, stanchezza ma anche rabbia: la sua infanzia fa schifo, i compagni di scuola lo deridono per le sue origini “crucche” e per gli strani abiti con cui sua madre lo manda in giro. Suo padre è un disoccupato, una delle innumerevoli vittime della Grande Depressione, propenso a sfogare la frustrazione sulla moglie e sul figlio. Un’infanzia di eccessi quella di Charles: troppa solitudine, troppa violenza, troppo alcool. Le sole vie di fuga da quella realtà opprimente e per lui fin troppo stretta sono la scrittura, la sua macchina da scrivere e i libri presi in prestito in biblioteca. Crescendo, anche gli spazi vuoti, la solitudine, il senso di inadeguatezza si ampliano e il giovane Bukowski fatica a trovare una collocazione in una società consumistica e spersonalizzante. Quei colloqui in aziende anonime non sono altro che stupide conversazioni infarcite di formalismi. E il lavoro? Gli chiedono veramente di essere felice di diventare schiavo di un sistema strutturato espressamente per far arricchire altri? Ma ha bisogno di soldi per pagare l’affitto di quella topaia vergognosa dove vive, per comprarsi da bere e per poter scrivere. Nel suo vivere caotico, senza regole, anche lui finisce irretito in una sorta di routine, fatta di sbronze, scrittura, incontri casuali con donne rimorchiate ai bar e saltuarie nottate passate in carcere…

Un nuovo grande nome va ad arricchire il già nutrito catalogo di graphic novel che Becco Giallo ha dedicato alle biografie. Michele Botton, sceneggiatore, già conosciuto per le atmosfere ossessive e sensuali di Abe Sada, il fiore osceno, torna a cimentarsi con un protagonista problematico, maledetto e inafferrabile, dalla personalità irriverente. Charles Bukowski in prima persona ci racconta la sua vita, racchiudendo i suoi ricordi in piccoli scampoli di carta battuta a macchina, apposti sulle immagini di Letizia Cadonici (illustratrice) e Francesco Segala (colorista). Le 144 pagine che compongono il volume ripercorrono i fatti salienti della biografia dell’autore americano, soffermandosi brevemente sull’infanzia per lasciare ampio spazio alla vita adulta e, soprattutto, alla complicata relazione con alcool, donne e produzione artistica. Un volume che alterna dolore e distruzione a passione e creatività, riproducendo l’altalenare della vita di Bukowski sia nel ritmo narrativo, sia nei tratti dei disegni e nei colori delle varie tavole. Calde scene domestiche di amore si contrappongono a cupi momenti di pioggia battente, ad una testa china, ormai fradicia in cerca di riparo. Un ruolo centrale viene rivestito dal rapporto di Bukowski con le donne della sua vita. I legami sentimentali sono complessi e sospesi tra rinascita e distruzione: Jane, una musa con la quale condividere l’attaccamento alla bottiglia; Barbara, la prima moglie, sostituita dopo il divorzio con un pesce rosso; Frances, la madre della sua piccola Marina; Linda, cara amica e appiglio per la sua instabilità interiore, moglie al capezzale durante le sue ultime ore di vita. Un testo che non si risparmia, schietto nelle parole e nelle immagini: nudità riservata ai corpi, ma anche ai pensieri che vengono privati di censure e filtri, come negli scritti di Hank.