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Camminando nel bosco

Camminando nel bosco

Nel bosco ti aspettano meraviglie... è l’invito che viene rivolto al lettore che aprendo il libro trova, nella pagina in alto a destra, l’inizio di un bosco. A sinistra il bianco del foglio e un bambino con maglietta blu e pantaloncini gialli. Sembra quasi che bosco e bambino si stiano osservando, conoscendo. Girando pagina gli alberi accolgono il lettore come braccia aperte, la prospettiva cambia (prima dall’alto, ora dal basso), il bambino si è lasciato convincere a entrare nel bosco che lo accoglie e gli permette di scoprire ciò che nasconde: una libellula da inseguire, una traccia da lasciare sul terreno, fiori e piume, pigne e pietre, una coda di lucertola, mille tesori e altrettanti colori. Nel bosco, puoi gridare quanto vuoi, gli uccelli si spaventano e si alzano in volo, ma il bambino, libero e selvaggio, prende finalmente confidenza con questo luogo che all’inizio gli sembrava così ostile e, senza paura e senza vergogna, si sfoga. Il bosco è scoperto tutto l’anno, gli alberi mutano e si trasformano pur non muovendosi mai; i suoi abitanti invece in inverno lasciano tracce e impronte silenziose che possono essere seguite e portano ad incontri emozionanti, come con una volpe o un cervo. Tutto è piccolo, nel bosco, un sasso, una ghianda, dei giovani alberi sembrano nulla vicino al bambino. Tutto è grande, vecchi alberi, il verde delle chiome, l’azzurro del cielo che vi si intravede. Il bosco diventa un rifugio, il piccolo protagonista gioca a nascondersi tra la vegetazione, costruisce una piccola capanna con i rami e cerca i nascondigli degli animali che, come lui, hanno scelto di fare del bosco la propria casa: tane, cavità, nidi, buche nel terreno, ognuno ha un nascondiglio. Quando la notte scende nel bosco, è magico. E forse anche un po’ pauroso. Ci andrai domani, quando sarai più grande...

Quello che offre al lettore questo albo illustrato è una passeggiata sensoriale ed emozionale: la scoperta delle piccole cose, le sensazioni evocate dal silenzio o dalle urla, il coraggio di andare avanti, la libertà di correre, la curiosità di imparare, toccare, sentire e vedere tutto ciò che il bosco ha da offrire. Non è un vero racconto, ma un insieme di pensieri e di immagini che fanno riflettere, immaginare e immedesimare il lettore: il bambino protagonista compare ogni tanto, diventa parte del bosco e lo vive fino all’ultima pagina, quando torna a casa. Un testo poetico, con frasi secche, brevi e da leggere con lentezza. Le illustrazioni, su fondo bianco, cambiano continuamente prospettiva, si avvicinano nei particolari o si alzano in visioni aeree. Maria Dek è un’autrice e illustratrice polacca, da sempre amante della natura e dei boschi. Lavora utilizzando la tecnica tradizionale dell’acquerello, creando mondi fantastici e magici.