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Carne e sangue

Carne e sangue

Il medico legale Kay Scarpetta è alle prese con un barbecue nel suo giardino, nel giorno del suo compleanno, in attesa di prendere il volo per Miami dove si recherà in vacanza con il marito, Benton Wesley. Una mano omicida, però, proprio in quella mattinata di sole spara con un fucile di precisione, uccidendo un professore universitario con precedenti per spaccio di droga. L’omicidio già dalle prime indagini si rivela essere non un episodio singolo ma l’anello di una lunga catena di uccisioni perpetrate con precisione da un abile tiratore scelto. L’ombra dei sospetti sembra aleggiare indefinita sulle teste di molte persone, ivi inclusa la nipote di Scarpetta, Lucy. Quando la matassa dei delitti inizia a svolgersi e le nebbie del dubbio iniziano a diradarsi, anche la stessa dottoressa Scarpetta finisce per essere presa di mira e colpita durante un’immersione subacquea…

Sarà solo la capacità analitica e investigativa della protagonista a scoprire che, da lontani incubi del passato, possono a volte tornare i mostri contro i quali pensavamo di aver vinto e che invece ci costringono a continuare a combattere. La maestra indiscussa del thriller americano contemporaneo è alle prese con l’ennesimo caso di omicidi seriali. Tuttavia, questa volta, a differenza dei precedenti libri, l’atmosfera narrativa non riesce a farsi mai davvero tesa, la suspense sembra sempre artificialmente creata dal testo più che dal contesto e, infine, la scrittura stessa perde di mordente lasciando troppi spazi alle riflessioni dell’anatomopatologa italo-americana. La antica caratteristica del racconto d’azione che, per molti versi, aveva caratterizzato la scrittura di Patricia Cornwell sembra improvvisamente cedere il passo ad un eccesso di “pensiero” che prevale sull’azione, perfino sull’azione classica del medico legale che dovrebbe essere quella di sezionare cadaveri. Carne e sangue di parole in questo libro, che si stenta persino a ricondurre alla Cornwell.