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Carver Country

Carver Country

“Caro Bob, […] cercherò di fare un elenco di luoghi, paesi e persone, anche senza un ordine o un raggruppamento particolari e la cosa sarà ancor più difficile visto che non ho sottomano nemmeno una cartina di Washington o dell’Oregon. Perciò comincerò subito da Yakima, diciamo, e partirò da lì e dai suoi dintorni”. Le prime foto sono gli oggetti della scrivania e i ritratti di Carver più famosi, con la sigaretta tra le labbra, sulla spiaggia o abbracciato alla moglie Tess; è il periodo più felice, dopo l’alcolismo e prima della malattia. Ci si allarga poi seguendo un percorso di letture ed immagini verso Yakima e provincia americana che, Carver lo sapeva bene, a dispetto delle serie televisive arrivate oltreoceano ridente non lo è mai stata. Le case di Yakima hanno cumuli di legna sul prato e il vialetto disordinato; alle coltivazioni di mele si alternano le insegne dei bar e dei vecchi locali da ballo, segherie e stabilimenti di conserve. A volte ci si ferma sui piccoli dettagli: un oggetto, un volto o un taccuino, mani, alcol e sigarette. “Tra i fumi dell’alcol, si chiese se c’erano altri uomini in grado di esaminare un avvenimento isolato della loro vita e cogliere in esso i minuscoli segnali della catastrofe che da quel momento in poi aveva cambiato il corso della loro vita…”, così scriveva Carver…

È il 1982 quando Bob Adelman incontra Raymond Carver per realizzare un servizio commissionato dalla rivista “Life”; alla fine dei tre giorni passati insieme Adelman propone a Ray un altro progetto: seguire la vita di Carver come aveva già fatto con altri artisti, ritraendolo nel suo studio, a lavoro in mezzo ai libri e agli appunti. Dopo mesi a scambiarsi telefonate e lettere lo studio di Carver non è più sufficiente, e Adelman parte per ritrarre quel mondo che può a tutti gli effetti chiamarsi “Carver Country”: una provincia prima di allora rimasta fuori dalla letteratura fatta di baristi, operai e gente della classe medio-bassa, quella da cui Carver stesso veniva e che avrebbe frequentato tutta la vita. Nessuna foto sembrerà davvero nuova a chi ha letto i racconti di Carver, tanto era la capacità di raccontare proprio quel mondo; eppure ci si stupisce a dare finalmente un volto alle poesie e ai racconti, che spesso parlano proprio di Yakima, del padre, della pesca e del bere. Questo libro si può leggere come un’antologia e come una biografia, in ogni caso non deluderà. Imperdibile per gli estimatori di Carver. Con una postfazione di Tess Gallagher.