Salta al contenuto principale

Casa di giorno, casa di notte

Casa di giorno, casa di notte

Il primo giorno a Nowa, Ruda assieme a R. lo trascorre facendo il giro della proprietà. C’è un frutteto, ma gli alberi sono vecchi e non curati. Poi il pomeriggio viene a piovere e l’acqua forma rivoli che vanno a finire sotto la casa: così scoprono che la loro dimora sorge sul letto di un fiume sotterraneo. Fuori dalla finestra, invece, si vede un altro fiume. E casa di Marta. Marta è la loro vicina di casa che appare solo d’estate, d’inverno sparisce come se fosse in letargo. Marta è minuta e sdentata, e ha la pelle secca e raggrinzita. La seconda sera Marta va a trovarli, e insieme bevono il tè e il vino di rosa canina. Comunque, lei non ricorda come sia avvenuto il primo incontro con Marta e, più in generale, non sa molto di lei. Degli altri abitanti di Nowa Ruda sa molto, ma non di Marta: a Marta piace parlare di altre persone e spesso narra anche storie che non sono vere. Ne parla per ore, per poi interrompersi e riprendere il filo qualche giorno dopo. Le sere successive è Tal dei Tali a fargli visita, e Tal dei Tali ha solo due argomenti: l’inverno e come si è impiccato Marek Marek. Un pomeriggio, tornando a casa, Tal dei Tali aveva notato che la porta di casa di Marek Marek era socchiusa, così si era affacciato e lo aveva visto a metà penzoloni e metà caduto, e aveva pensato che non era stato buono nemmeno a impiccarsi. Era poi tornato a casa senza dire nulla a nessuno. La notte, racconta, si era svegliato di soprassalto e aveva visto Marek Marek in piedi in camera sua che lo fissava…

Nowa Ruda è una cittadina polacca della Slesia, una regione dell’Europa centrale che abbraccia Polonia, Repubblica Ceca e Germania. Qui dal 1998 vive il Premio Nobel Olga Tokarczuk, autrice tra l’altro di Nella quiete del tempo, Che Guevara e altri racconti, I vagabondi e Guida il tuo carro sulle ossa dei morti. E sempre a Nowa Ruda, immagina la scrittrice polacca in Casa di giorno, casa di notte (portato in Italia nel 2007 da Fahrenheit 451 e ripreso da Bompiani dopo più di dieci anni), arrivano un giorno R. e sua moglie, che subito instaura un legame speciale con Marta, la sua vicina di casa. Assieme a Marta, e per mezzo dei loro sogni, ricostruisce una sorta di geografia umana della città, rendendosi conto che ogni essere umano, vivo o morto che sia ha una propria storia. E queste storie, tutte insieme, compongono quella di Nowa Ruda. Si intrecciano così le vicende della santa barbuta Kummernis e del suo agiografo Paschalis; di Marek Marek che crede di avere un uccello dentro di sé; di Krysia che ha sognato che l’amore della sua vita, un certo Amos, le sia apparso in sogno; di Peter Dieter morto al confine tra i tre Paesi; e di molti altri abitanti. Il tutto aggiungendo qua e là ricette culinarie tipiche della zona. In Casa di giorno, casa di notte, Tokarczuk dà prova di un’immaginazione che a momenti scollina oltre l’infinito, mettendo in scena, secondo le parole della traduttrice Raffaella Belletti, “una ricerca di se stessi attraverso una riflessione sull’esistenza che trae spunto da ogni aspetto della realtà quotidiana”.