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Case di vetro

Case di vetro

Nel caldo afoso di luglio presso il tribunale di Montréal il commissario Armand Gamache, neopromosso a capo della Sureté, si trova nella posizione scomoda e alquanto insolita di testimone per un caso di omicidio. Oltretutto il procuratore capo Barry Zalmanowitz lo mette così sotto torchio che neanche la giudice Maureen Corriveau riesce a capacitarsi di tale comportamento dal momento che i due dovrebbero essere dalla stessa parte. Sembra infatti che Zalmanowitz consideri il commissario colpevole di non aver agito per tempo, dal momento che l’omicidio è avvenuto nel piccolo villaggio di Three Pines, a sud di Montréal, proprio dove abita Armand e il cadavere è stato tra l’altro ritrovato nella chiesa del paese proprio da Reine- Marie, la moglie di Gamache. Lo stesso Armand, benché siano passati otto mesi da quel piovoso e freddo novembre, non fa altro che chiedersi se in realtà non avesse potuto prevedere quello che sarebbe purtroppo accaduto, proprio perché quando alla festa di Halloween aveva visto per la prima volta quello strano individuo che indossava una tunica nera con cappuccio aveva pensato che fosse la morte. E quando per giorni lo strano individuo aveva sostato con il suo travestimento davanti al bistro, irritando tutti gli abitanti di Three Pines che cominciarono a temere per l’incolumità dei propri bambini, Gamache si era domandato se intervenire o no, ma si era ritrovato comunque con le mani legate, perché effettivamente quella persona non stava commettendo nessun reato. In realtà in commissario aveva anche provato a parlarci, ma non aveva ricevuto nessuna risposta e non era neanche riuscito a capire se fosse uomo o donna...

A scuotere ulteriormente la placida e tranquilla vita degli abitanti di Three Pines, si inserisce inoltre il narcotraffico e la vecchia storia del proibizionismo, nonché la leggenda del cobrador del frac spagnolo, che ricorda per l'appunto lo strano individuo mascherato di Three Pines. Il cobrador del frac era infatti un esattore a domicilio, ma non di debiti di denaro, quanto piuttosto di debiti di coscienza. Una figura che con la sua semplice presenza segnalava che una determinata persona aveva commesso qualcosa di grave e che la sua coscienza non poteva essere a posto. E con la propria coscienza prima o poi si ritrovano tutti quanti a fare i conti, sia gli abitanti di Three Pines che il commissario Gamache, perché non sempre la legge corrisponde del tutto alla nostra coscienza. Nel tredicesimo romanzo che vede come protagonista Armand Gamache, Louise Penny tratta quindi un tema alquanto spinoso e lo fa da più punti di vista, non solo per il tramite dell’uomo di legge che si trova spesso a prendere decisioni controverse, ma anche attraverso il racconto dei diversi abitanti di Three Pines, perché, una volta apparso il cobrador del frac, nessuno si può sentire completamente esente da colpe, anche se si tratta di scavare nel più profondo e dimenticato passato. Ed è proprio tramite questo unico filo che ci accomuna tutti, questa introspezione che ci porta a scavare nei retaggi della nostra anima, che la trama si arricchisce e si perdona alla Penny anche i passaggi più arzigogolati.