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Case feroci

Case feroci

La pioggia in Irlanda non è certo rara, ma quella sera sembra che venga giù a secchiate, e i tuoni che si sentono in lontananza sembrano colpi di fucile che danno seguito a brevi squarci gialli in un cielo altrimenti plumbeo. Il genere di notte in cui non ti aspetti di ricevere nessuna visita, dunque è grande la sorpresa quando qualcuno bussa alla porta di Dev e lui si trova davanti i suoi due cugini in compagnia di una terza persona. I tre si precipitano in casa, Dev capisce subito che c’è qualcosa che non va. Il terzo ragazzo è malconcio, ostile, arrabbiato. Lo conosce, si chiama Doll English, ed è fratello del più noto Cillian, detestato delinquente locale. I cugini gli spiegano la situazione: Doll è loro ostaggio, merce di scambio per far onorare a Cillian un debito non meglio identificato. Storie di droga e soldi sporchi, cose con cui Dev non vorrebbe avere nulla a che fare, ma le sue deboli proteste si infrangono contro l’atteggiamento prevaricatore dei due rapitori, che lo trattano come lo hanno sempre trattato e considerato, ovvero uno smidollato a cui si può far fare quello che si vuole. Infatti Dev incassa, sta zitto, china la testa. Si presta all’ennesima fesseria, lontanamente consapevole dei guai che questa volta gli può portare. Fuori, qualcuno sta già cercando Doll English. La sua ragazza, innanzitutto, che della coppia è quella con la testa più sana e che trema di paura per il guaio in cui può essersi cacciato; e naturalmente Cillian, infuriato e vendicativo, deciso a farla pagare all’autore di quell’affronto. Una storia iniziata male che non potrà che concludersi malissimo...

L’Irlanda di Colin Barrett e di questo suo Case feroci è una terra completamente estranea ai luoghi comuni del verde, della musica allegra e della buona birra e si mostra invece come un luogo povero e miserabile, un insieme di piccole città di provincia troppo strette per chiunque abbia ambizioni diverse dal diventare cameriere o addirittura gestore di uno tra le centinaia di pub che la popolano. I suoi personaggi si dividono tra coloro che hanno già raggiunto un’atarassica rassegnazione e quelli che invece sognano di mollare gli ormeggi, trovare un futuro oltre l’orizzonte dell’assenza di futuro, restando nel frattempo inchiodati a una realtà insoddisfacente. La storia di Case feroci è una storia di delinquenza ma anche di destini bruciati in partenza, di uomini arroganti incapaci di concepire altro modo di vivere che non contempli violenza e sopraffazione. Un noir in salsa irlandese il cui dramma si consuma nello spazio di poche ore, alternando digressioni e salti temporali e con personaggi che con difficoltà riescono ad allontanarsi dal loro piatto cliché, se non in tratti del romanzo troppo brevi per suscitare interesse costante. Le digressioni nel racconto, i tempi dilatati, i dialoghi a volte spenti, le ampie fasi in cui sostanzialmente non succede nulla, rendono Case feroci un po’ pesante e infastidiscono il lettore, per quello che alla fine rimane un buon spunto di partenza ma sfruttato non al meglio.