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Casi irrisolti

casiirrisolti

Renato Nicolini, in vacanza a Cortina D’Ampezzo per San Silvestro, viene trovato morto strangolato in una stanza d’albergo dell’Hotel Excelsior dove alloggiano anche Gregorio Tasso e Artemisia Singo Mantovani. La coppia non è del tutto sconosciuta a Nicolini: Tasso è il padre del suo migliore amico Ugo e lei è la futura moglie dell’uomo e quindi sta per diventare la matrigna dello stesso Ugo... Nella casa per veterani di guerra Istituto Piergiorgio Scarlatteri, trovano morto il colonnello Carlo De Martino nella sua stanza al primo piano. L’autopsia rivela un sovradosaggio di clorpromazina. Sono sospettati dell’omicidio tutti gli uomini ospiti dell’Istituto che vivono intorno alla sua stanza, ovvero il capitano Gualtiero Nappa, il tenente colonnello Primo Faenza, il Generale di Brigata NevioTerenzi e il Generale di Divisione RomeoTiberri, nonché la responsabile del personale dell’Istituto, Attilia Righi e le infermiere Isotta Del Piro e Bruna Spagnoli... Nella piscina vuota di casa Capece, Edoardo Raia, napoletano di ventuno anni, è morto in seguito a un trauma cranico riportato nell’impatto con il fondale della struttura completamente priva di acqua. Tutto è avvenuto dopo la partita di calcio Italia - Argentina, persa dagli azzurri ai calci di rigore. Molti i sospettati, almeno tutti i ragazzi presenti alla serata di tifo tricolore. Il colpevole resta sconosciuto e, anzi, qualcuno sostiene di aver visto Edoardo inciampare e cadere...

Un libro che è anche e soprattutto un gioco a fare il detective, da seguire nelle dichiarazioni dei sospettati, nei rilievi della polizia, nelle deduzioni e nella storia nel suo complesso, con punti e penalità, per riuscire a risolvere tre casi che non hanno avuto soluzione. È possibile ricorrere a Internet, ma, secondo le indicazioni del questore Lupardo Leone, sarebbe meglio studiarsi prima i fascicoli, prendere appunti e non dimenticare nemmeno il più piccolo aspetto. Con dovizia di particolari viene presentato il caso, i sospettati, la mappa dell’omicidio (cioè la scena del crimine), con la segnalazione di tutti gli oggetti ritrovati nei pressi e la loro descrizione, oltre a una breve biografia di tutti i sospettati con la carta d’identità, gli effetti personali, le dichiarazioni raccolte a testimonianza dell’evento dalle forze dell’ordine. Solo successivamente il libro racconta tutta la storia, alibi e moventi, evidenziando tutti i particolari presentati nella prima fase dei rilievi e che non sarebbero dovuti sfuggire ad alcun detective. Ecco, questo è il momento in cui si scopre che è necessario avere una mente fin troppo brillante e acuta per osservare con attenzione tutto ciò che solo apparentemente non è rilevante. Solo così è possibile arrivare alla soluzione di un caso intricato e che somiglia quasi al “delitto perfetto”. In realtà, spesso c’è poco di perfetto: l’assassino lascia sempre tracce del suo operato, a meno di non essere un killer veterano e scafato. Interessante e di sicuro un’ottima medicina per portare i propri pensieri altrove. Interessante anche per rivelare modalità di osservazione e ragionamento che a volte ci sfuggono proprio, magari per pigrizia. Ed è solo l’inizio, perché l’autore Pier Mauro Tamburini, nelle vesti di Lupardo Leone, dichiara che tornerà presto a segnalare altri misteri apparentemente insolubili.