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Casinò Royale

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Alle tre del mattino l’odore del casinò, il fumo e il sudore danno la nausea. Lo sa bene James Bond, che è stanco e vorrebbe finire in fretta questa logorante partita con la morte. Decide quindi di allontanarsi per un attimo, per prevenire la spossatezza e l’intorpidimento che, giocoforza, lo porterebbero a commettere degli errori che mai come in questo caso risulterebbero essere fatali. Il suo avversario e obiettivo, un personaggio truce e misterioso che risponde al nome di Le Chiffre, “il numero”, sta vincendo e la serata sembra volgere decisamente a suo favore. Bond è quasi incredulo, è stato da poco investito della cosiddetta licenza di uccidere, che gli è valsa il nome in codice di 007 e ora si trova a dover giocare a carte – decisamente uno dei suoi hobby preferiti – contro uno spericolato esponente del partito comunista francese nonché agente della temutissima SMERSH, il controspionaggio sovietico. Dall’informativa recapitatagli due settimane prima da M – il suo capo – Le Chiffre sarebbe con l’acqua alla gola dopo aver utilizzato indebitamente i soldi del partito per coprire alcune sue ingenti perdite e, da gran giocatore d’azzardo qual è, avrebbe pensato di giocarsi tutto – vita compresa – in questa partita al casinò di Royale-les-Eaux. L’obiettivo di Bond è battere Le Chiffre sia per fargli perdere credibilità, sia perché, perdendo, sarebbe costretto a dichiarare bancarotta per il sindacato comunista di cui è a capo…

Nel 1952 Ian Fleming, già giornalista e militare britannico, durante il viaggio di nozze con la contessa Anne Geraldine Rothermere, sente un’irrefrenabile voglia di impugnare la penna per scrivere qualcosa di diverso dai soliti articoli di giornale. La vita avventurosa di Fleming, Ufficiale della Marina Britannica e nel Servizio Informazioni della stessa, coniugata alla sua ormai consolidata esperienza di giornalista per il “Sunday Times”, sarà la molla per far nascere quello che, dopo qualche anno e dopo diverse trasposizioni cinematografiche di grande successo, sarà uno dei personaggi più famosi del cinema e della letteratura: l’agente segreto di Sua Maestà James Bond, nome in codice 007. E in effetti, come evidenziato da diversi commentatori ed esegeti dell’universo bondiano (ancora in espansione dopo più di mezzo secolo), la figura di Bond e le sue avventure sono in buona parte ispirate dalle esperienze professionali di Fleming, individuo decisamente sui generis. Leggenda vuole che l’autore, per sfuggire alle noie della vita coniugale, si rifugiasse a Goldeneye, la sua villa in Giamaica e, con militaresca disciplina, lì si dedicasse con prolifica verve alla stesura dei romanzi della saga di 007. E se da una parte il successo non sarà immediato, tanto che dalla prima avventura (Casinò Royale) alla notorietà planetaria, data dal film Licenza di uccidere (titolo originale Dr.No, con l’indimenticabile Sean Connery), dovranno trascorrere ben 9 anni, è anche vero che la disciplina di Fleming ci lascerà una discreta eredità letteraria fatta da una dozzina di romanzi e un paio di raccolte di racconti con protagonista Bond. Tutto però ha avuto inizio con Casinò Royale, a tutti gli effetti la prima avventura dell’agente segreto più famoso di Sua Maestà britannica. James Bond appare in tutta la sua dura eleganza, figura allo stesso tempo burbera e raffinata, con un debole per il lusso, le carte e le donne ma anche con una volontà d’acciaio e una totale devozione alla causa che ha deciso di sposare. Qui deve vedersela con il sadico Le Chiffre, rappresentante e agitatore del partito comunista d’Oltralpe nonché pericolosissimo agente della SMERSH (il controspionaggio sovietico) il quale, dopo aver dilapidato un patrimonio e sottratto soldi al partito, tenterà di rifarsi di quanto perduto in una spericolata partita al casinò di Royale-les-Eaux. La trama è serrata e l’azione tambureggiante, in una narrazione priva di momenti morti ma densa di colpi di scena, sia al tavolo da gioco che fuori, dove la dicotomia azzardo-morte assume una particolarissima fascinazione. Peculiarità di tutte le opere di Fleming, e già evidente in questo primo romanzo, è la capacità dell’autore di creare personaggi iconici e di grande presa sul lettore, caratterizzandoli con pennellate decise ma senza appesantire l’impianto narrativo con descrizioni superflue. Da Bond a Le Chiffre, passando per la femme fatale Vesper Lynd – che i già citati esegeti bondiani sostengono sia ispirata a Muriel Wright, amante di Fleming e deceduta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale – Casinò Royale è un tripudio di immedesimazione e curiosità. È un primo capitolo che, pur non essendo il più completo e maturo, denota già tantissimi punti di interesse, ritraendo un James Bond a tratti umano e vulnerabile, decisamente diverso da quanto visto anni dopo sul grande schermo, se non altro fino agli ultimi lavori. Da questo romanzo sono stati tratti ben due film: il primo (1967) con David Niven e Orson Welles, non appartiene al franchise ufficiale della saga ed è stato presto dimenticato mentre il secondo, datato 2006, ha segnato il grande esordio di Daniel Craig nei panni di Bond ed è considerato uno dei capitoli più riusciti dell’intero ciclo.