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Cassandra

Cassandra

Il suo dono è una condanna. Cassandra possiede la vista, donatale da Apollo quando era ancora in fasce, chiamandola a diventare sua devota sacerdotessa. Ciò che è accaduto negli anni a venire, ciò che ha corso nel presente e ciò che riserva il futuro sono visibili ai suoi occhi. Per questo il destino di Troia, la sua città, è una consapevolezza che non le lascia scampo. Negli occhi del padre e re Priamo, in quelli dei leggendari fratelli Paride, Ettore ed Eleno e in quelli della sorella Creusa legge l’amore verso una terra e verso delle vite destinate a bruciare fino a ridursi in cenere. Se è padrona dei segreti del destino, diverso è per sé stessa. Amore, paura e sofferenza sono misteri ben più ombrosi nel suo cuore. Non solo chi le vive accanto coglie l’entità del suo potere: anche tra gli dèi Cassandra è un’arma da conquistare. Afrodite, Hecate e Apollo si impossessano delle sue volontà, danno voce alle loro parole attraverso le sue labbra e mostrano il destino attraverso i suoi occhi. Eppure Cassandra non è solo un mezzo, un ponte tra la vita e la morte o una fonte di risposte alla quale aggrapparsi. È una donna. Come tale ama, brama e soffre. Quando la passione la chiama ai suoi istinti primordiali, non può sottrarsi: è Afrodite che lo impone. Così l’amore, senza possibilità di essere ignorato, è la forza motrice di una guerra instancabile. È lui che fa scappare la bella Elena dal suo letto nuziale, è lui che muove le spade dei soldati, che condanna gli uomini e che abbatte le mura più solide. Cassandra lo sa e lo ha sempre saputo. La sua condanna non è la vista. Il peso più duro da sopportare è quello di guardare negli occhi chi ama, vederli sorridere, vederli amare, vederli splendere sotto il sole di Troia, sapendoli già condannati...

Cinzia Giorgio, insegnante di Storia delle Donne e Storia dell'Arte all'Università Sperimentale Decentrata di Roma ed autrice di successi quali I migliori anni, Cinque sorelle e La piccola bottega di Parigi, ci accompagna, con il suo ultimo libro Cassandra, nella Grecia antica. Il mito oscuro e, per certi versi, maledetto, trova la luce nelle pagine del romanzo. Cassandra fu bramata da Apollo quando ancora era in fasce, donandole la capacità di leggere il tempo e rendendola un tramite tra gli uomini ed il volere degli dèi. Quando quest’ultimi muovono le loro pedine, Cassandra non può far altro che guardare ciò che accade, senza il potere di cambiarne il risultato. La protagonista si discosta dalla mera mitologia e prende forme, colori, ombre, luci e volumi. Tra le pagine del romanzo di Cinzia Giorgio, Cassandra diventa tridimensionale. La narrazione, in prima persona singolare, ci trascina dentro la mente del personaggio mitologico infondendoci una nuova consapevolezza. Prima di essere mito e leggenda, Cassandra rappresenta tutte le donne. La loro forza resiliente emerge con successo da ogni pagina. La sacerdotessa non si impegna a lottare contro un disegno impossibile da cancellare, bensì tenta di vivere il tempo che le è stato concesso con coraggio. Invece che opporsi, Cassandra brama l’amore e lo insegue, invitando chi la circonda a fare lo stesso. Grazie alla protagonista abbiamo a disposizione nuove chiavi di lettura su alcuni dei personaggi femminili più controversi della mitologia. Elena non è più solo una traditrice della sua patria ed un’adultera: diventa una donna costretta a perseguire un destino impostole dai capricci di una dea. Ecuba non è soltanto una regina, è una moglie innamorata ed una madre scavata dallo strazio di sapere i suoi figli condannati. Cassandra è il mito delle donne troiane, arricchito di Eros e Thanatos e narrato da una penna passionale, coinvolgente e limpida.

LEGGI L’INTERVISTA A CINZIA GIORGIO