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Cavallo scosso

Cavallo scosso

Le dissero subito: scordatelo, sei troppo alta e se tanto mi dà tanto lo diventerai ancora di più. I fantini invece sono bassi. Devono esserlo per ragioni tecniche, cose un po’ complesse che hanno a che fare con la resistenza al vento e il peso. Ma lei vuole fare quello. Lo vuole fare con l’ostinazione di chi ha capito qual è il suo destino. È testarda, e i “no” non la spaventano. La prima volta in sella a un pony è un brivido continuo. E poi quella sensazione, mai più provata nei confronti di nessun essere umano, di essere in due ma con un corpo solo, una sola anima. Non che non ci siano le cadute, gli inciampi. Quel cavallo riottoso sembra sfruttare ogni occasione per scrollarsela di dosso. Il rumore di una macchina, l’abbaiare di un cane, il vento che improvvisamente gira minaccioso verso la tempesta. Ma lei è sempre pronta a rimettersi in piedi, spolverarsi i vestiti e rimettere il piede nella staffa. È così che lo fai abituare alla tua presenza. È così che il cavallo entra nella tua vita, e tu nella sua. Dopo mesi di questa routine arrivi a conoscerlo meglio di quanto conosci te stessa. Anticipi le sue mosse da piccoli dettagli. Quando improvviso scarta di lato, quando abbassa le orecchie, quando sbuffa da quel muso irrequieto. Significa che sta per succedere qualcosa. Il trucco è reagire di conseguenza prima che quel qualcosa di manifesti. Semplice e intuitivo. Il mondo tutto attorno non sempre capisce quel tipo di simbiosi. È lei sempre meno capisce il mondo, per questo ogni volta che può si rifugia in quella stalla, gli striglia il pelo, gli sussurra nell’orecchio le storie della sua vita. Il suo presente scombussolato, e soprattutto il suo futuro: cavalcare e ancora cavalcare, gareggiare e raggiungere per prima quel traguardo. È l’unica cosa che le Importa. Perché anche se tutti le dicevano scordatelo, sei troppo alta, poco adatta, lei ha imparato che il modo migliore è fregarsene. D’altra parte, nessuno conosce mai fino in fondo le vite degli altri…

Cavallo scosso di Kathryn Scanlan è un testo snello e appassionante, concepito come un mosaico di avvenimenti che compongono la vita della protagonista, Sonia, nata e cresciuta in Iowa, Stati Uniti. Povera e con scarse prospettive, segnata da un difetto fisico congenito (dislocamento dell’anca), riscatta una vita destinata alla mediocrità e alla miseria scoprendo la passione per i cavalli, cui decide di dedicare la propria esistenza. Il guaio è che il mondo in cui vuole inserirsi è un mondo maschile, chiuso e classista, in cui le donne non solo non sono accettate ma addirittura respinte. Il cammino di Sonia è faticoso, a volte umiliante, ma la sua tenacia è tale da riuscire a farle superare ogni ostacolo. La donna possiede passione mista a talento. Ha con i cavalli un rapporto speciale, quasi simbiotico, e queste qualità l’aiutano a primeggiare. Diventa, contro ogni previsione, una fantina esperta e ricercata, capace di trarre il meglio da ogni cavallo su cui decide di galoppare. Il romanzo di Scanlan è composto da capitoli brevi, simili a delle istantanee che ritraggono i vari momenti della vita di Sonia. Dall’infanzia e lungo la crescita, sino a diventare la donna anziana che infine rilascerà alla scrittrice delle lunghe interviste - sotto forma di amichevoli chiacchierate - da cui sarà estratto, in più parti romanzato, il materiale alla base del libro. Il punto di forza di Cavallo scosso è proprio questa capacità di dare brevi quanti incisive pennellate per ritrarre un episodio, un’atmosfera, un conflitto, arricchendo pagina dopo pagina il ritratto di questa donna normale eppure straordinaria.